La nostra risata ha origini evolutive condivise con le vocalizzazioni di altri primati, e in qualche modo, specie per il ritmo, ridiamo come le grandi scimmie.
Molte grandi scimmie (come scimpanzé, bonobo, gorilla e oranghi) producono un suono simile a una risata, soprattutto durante il gioco, il solletico o le interazioni sociali. Questo comportamento serve a comunicare qualcosa come: “sto giocando”, “non è un’aggressione” o “questa situazione è piacevole”.

Ci sono però alcune differenze importanti:
- La risata umana è molto più flessibile: possiamo ridere per una battuta, un’idea assurda, l’imbarazzo, la sorpresa o anche per nervosismo.
- Le scimmie di solito ridono durante il gioco fisico, come rincorrersi o lottare per finta.
- Il suono cambia: molte scimmie emettono una specie di “ansimare ritmico” (inspirando ed espirando rapidamente), mentre gli esseri umani producono una risata più basata sull’espirazione.
- La funzione sociale è simile: in entrambe le specie la risata aiuta a creare legami e a segnalare intenzioni amichevoli.
Uno studio del 2026 pubblicato su Communications Biology ha analizzato 140 sequenze di risate per capire se la risata umana sia un comportamento nato recentemente oppure abbia radici molto più antiche nei primati.
I ricercatori hanno confrontato registrazioni di:
- 4 oranghi,
- 2 gorilla,
- 3 bonobo,
- 4 scimpanzé,
- 4 esseri umani (bambini).
In totale hanno esaminato 140 episodi di risata, studiando soprattutto il ritmo, cioè l’intervallo di tempo tra un “pezzo” di risata e il successivo.
Il risultato principale è sorprendente: tutte le specie studiate producono risate con una struttura ritmica simile, fatta di impulsi regolari (“ha-ha-ha”), con pause abbastanza costanti tra i suoni. Questo suggerisce che una forma di risata ritmica potrebbe essere già presente nell’antenato comune delle grandi scimmie e degli esseri umani, vissuto circa 15 milioni di anni fa.
Anche l’effetto contagio è molto simile. Negli esseri umani la risata è estremamente contagiosa: sentire qualcuno ridere può attivare automaticamente una risposta di imitazione e portarci a sorridere o ridere a nostra volta. Questo fenomeno è legato alla nostra forte tendenza alla sincronizzazione sociale: il cervello usa la risata per allineare gli stati emotivi del gruppo.
Anche nelle grandi scimmie si osservano fenomeni simili. Per esempio, negli scimpanzé e nei bonobo:
- un individuo che inizia a ridere durante il gioco può spingere altri membri del gruppo a unirsi;
- le vocalizzazioni di gioco si diffondono tra compagni vicini;
- la risposta è più probabile tra individui che hanno un rapporto sociale stretto.
La differenza è che nelle scimmie la “contagiosità” sembra essere più limitata e legata al contesto (soprattutto gioco, lotta giocosa, inseguimenti, solletico), mentre negli esseri umani si è ampliata enormemente. Noi possiamo ridere perché qualcun altro ride anche senza sapere il motivo, durante una conversazione, guardando un film, in una folla o persino leggendo una battuta.
In generale la differenza è che la risata umana sembra essersi evoluta verso una maggiore flessibilità vocale: è generalmente più veloce; cambia maggiormente in base alla situazione sociale; può essere modulata intenzionalmente (per esempio una risata di cortesia, una risata nervosa o una risata autentica di divertimento).
Ma adesso abbiamo le prove che un modo di comunicare basato sulla risata esisteva già milioni di anni fa, prima della comparsa dell’uomo moderno.
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