La catena degli effetti, che parte dalla crisi climatica e arriva all’aumento record delle temperature e delle ondate di calore, provoca anche un altro effetto molto pericoloso: i fulmini aumentano di numero e di intensità energetica, diventando così decisamente più pericolosi.
Il riscaldamento globale determina un maggiore accumulo di energia e di calore nell’atmosfera: da qui una maggiore evaporazione di acqua, nubi più grandi e cariche di umidità, dove il forte attrito del ghiaccio determina anche scariche elettriche.
Quanto alla potenza, e al pericolo, l’aumento deriva dalla crescita dell’intensità energetica dei fulmini, e quindi della loro durata e della capacità di creare incendi distruttivi per le persone e per le cose.

In Italia, in particolare, il quadro della crescita dei fulmini per numero e intensità è questo:
- Aria e Mediterraneo più caldi: quindi c’è più vapore acqueo disponibile, che può alimentare la scarica dei fulmini.
- Uno studio pubblicato nell’agosto del 2026, a cura di un team di ricercatori dell’Università di Torino, ha scoperto un aumento dell’instabilità atmosfericain alcune aree italiane, compresa la Pianura Padana orientale.
- Una ricerca del 2024 sul Mediterraneo centrale ha trovato che agosto è il mese con la maggiore densità complessiva di fulminazioni, mentre luglio è particolarmente attivo sulla terraferma italiana.
- Per il futuro, le proiezioni climatiche indicano temporali intensi più frequenti in diverse zone d’Italia, anche se non significa necessariamente un aumento uniforme del numero totale di fulmini.
L’importante è assumere tutte le precauzioni necessarie nel caso dell’arrivo dei fulmini. E oltre alle convenzionali previsioni meteo, ormai molto attendibili, ci sono anche segnali concreti che non vanno sottovalutati, per capire come e quando stanno arrivando fulmini pericolosi.
- Se sentite un tuono, un fulmine è già abbastanza vicino da essere un pericolo. Non aspettate di vedere il lampo.
- Se vedete il lampo e poi sentite il tuono, contate i secondi: 3 secondi ≈ 1 km di distanza. Quindi 10 secondi ≈ 3 km.
- Se il tempo tra lampo e tuono si accorcia, il temporale si sta avvicinando.
- Se invece il tempo aumenta progressivamente, probabilmente si sta allontanando.
- Nuvole molto scure e sviluppate verticalmente, raffiche improvvise, aria che cambia rapidamente e forte pioggia sono segnali di un temporale in intensificazione.
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