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Passerano Marmorito guarda avanti

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Si puo’ cambiare, o meglio, e’ necessario farlo. Negli ultimi anni anche in Italia sono sorte interessanti forme di reazione all’attuale degenerazione politica, economica, sociale ed ambientale, che hanno iniziato ad avere una diffusione di un certo rilievo. Tre di queste hanno, sin dalla loro nascita, una comunione di intenti che sta prendendo sempre piu’ forma: Citta’ di Transizione, Comuni Virtuosi, Decrescita Felice.
“Tre modi diversi di affrontare lo stesso tipo di tematiche, perseguendo lo stesso tipo di obiettivi”, afferma Maurizio Pallante, presidente e fondatore del MDF. Tre realta’ aventi origini diverse si’, ma da sempre accomunate dal desiderio di ricreare una societa’ che vada oltre la forsennata produzione di merci ed il loro frenetico consumo, resi possibili in questi ultimi decenni da una grande disponibilita’ di petrolio a basso costo.
L’Associazione dei Comuni Virtuosi si occupa prettamente di buone pratiche amministrative, cercando di mettere in rete, anche attraverso il suo “Premio” annuale, le esperienze di tutte quelle amministrazioni che fanno sforzi per rendere piu’ sostenibili la mobilita’, la gestione del territorio e dei rifiuti, gli stili di vita e l’impronta ecologica dei loro cittadini. Il Movimento Citta’ di Transizione coinvolge, nelle citta’ interessate, sia la societa’ civile che le amministrazioni in un progetto unitario di progressiva riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il Movimento per la Decrescita Felice si pone invece l’obiettivo di delineare un progetto politico e culturale che abbia una valenza non solo locale, ma che orienti le attivita’ di chi agisce nel settore industriale, nell’attivita’ politico-amministrativa e di chi vuol cambiare i propri stili di vita.
Le influenze reciproche fra i tre non sono una novita’. Cristiano Bottone, uno dei rappresentanti a livello nazionale delle Transition Towns, ricorda che “la prima volta che in Italia si e’ parlato delle Citta’ di Transizione e’ stato nel corso di un meeting organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice”. Marco Boschini, coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, ritiene invece “essenziale, prima ancora che logico, trovare forme di contatto e reciproca contaminazione tra le varie esperienze in campo”. Anche Ellen Bermann, presidente di Transition Italia, sembra soddisfatta di questa “apertura e volonta’ di permettere la risonanza e la sinergia tra i Movimenti”.
Recentemente alcuni rappresentanti delle tre associazioni hanno incontrato a Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti, l’amministrazione comunale, i cittadini, le associazioni ambientaliste locali.
Tre movimenti che ora hanno deciso di andare oltre, intraprendendo un progetto comune, e portando la fisiologica attrazione reciproca che queste realta’ da sempre esercitano l’una sull’altra ai primi risultati. Recentemente, infatti, alcuni rappresentanti delle tre associazioni hanno incontrato a Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti, l’amministrazione comunale (che ha partecipato nella sua interezza), settori di popolazione, associazioni ambientaliste locali e produttori locali.
L’obiettivo e’ stato quello di capire se l’amministrazione stessa era disposta ad intraprendere questo discorso, facendolo diventare uno stimolo per tutta la popolazione. Ma perche’ proprio Passerano? Non solo per la maggiore fattibilita’, dovuta al fatto che ci sono solo 460 abitanti, ma anche perche’ quella del comune monferrino e’ un’amministrazione che non rientra nella logica dei partiti, che ha rotto con un passato in cui amministrare significava solo sviluppo urbanistico, mettendosi in un’ottica di tutela ambientale. Passerano amministra coinvolgendo la popolazione. Periodicamente tutta la giunta incontra i cittadini (40/50 abitanti per frazione), diventando cosi’ espressione della societa’ civile, con la quale vuole lavorare.
Maurizio Pallante ha fatto la proposta, Marco Boschini l’ha sottoscritta ed Ellen Bermann ha presentato la metodologia di lavoro. Ora sta al comune metabolizzare questo discorso. Un discorso complesso, ovviamente, che secondo il sindaco, Silvana Bruna, richiedera’ un po’ di tempo per la sua completa messa in pratica. Le premesse sono ottime, ma anche un comune cosi’ piccolo ha bisogno di tempo per organizzarsi in modo tale da tradurre in realta’ proposte che, comunque, comporteranno grandi ed importanti cambiamenti.
L’amministrazione comunale, vicina ad una scelta definitiva riguardante l’inizio di questo progetto, secondo la metodologia “di transizione” non si limiterebbe piu’ ad assemblee con la cittadinanza fatte solo per la gestione dell’esistente (strade, boschi, acque), ma affiancherebbe alla consultazione della popolazione anche un elemento di progettualita’.
Per capire insieme come aumentare la propria resilienza, ossia come potersi “difendere” dai grandi cambiamenti in corso, assorbendoli senza subire traumi. Magari anche riscoprendo modi e usi di quando l’economia di questo grazioso villaggio piemontese, e di tutti i paesi italiani, non si fondava sull’abbondanza di petrolio a basso prezzo; di quando anche senza di esso si andava avanti, perche’ c’era un rapporto di conoscenza con le risorse del territorio che permetteva di utilizzare al meglio la capacita’ di entrare in relazione interpersonale (anche di solidarieta’), affrontando cosi’ una serie di problemi oggi apparentemente insormontabili.
Tutti i comuni che hanno gia’ fatto delle scelte “virtuose” possono portare i loro progetti dalla politica amministrativa alla progettazione del futuro della citta’ e della vita dei cittadini.
Una volta avviato questo primo progetto, l’obiettivo e’ di fare in modo che tutti i comuni che hanno gia’ fatto delle scelte “virtuose” (a partire ovviamente da quelli della rete dei Comuni a 5 stelle), avendo gia’ dimostrato una certa sensibilita’, possano portare i loro progetti dalla politica amministrativa alla progettazione del futuro della citta’ e della vita dei cittadini, e diventino un ulteriore supporto di diffusione dell’esperienza della Transizione.
Ma sara’ davvero possibile diffondere questo tipo di proposte su larga scala, dopo questa prima esperienza piemontese? Maurizio Pallante e’ ottimista: “La crisi accentuera’ questo processo, perche’ costringera’ a rivedere quelli che sono gli attuali stili di vita, sviluppatisi negli ultimi 50 o 60 anni di storia dell’umanita’. Siamo immersi in questo tipo di dimensione e convinti che questo sia il modo naturale di vivere, ma storicamente sappiamo che le attuali condizioni sono particolarmente anomale, e molto difficili da riprodurre. Sara’ quindi indispensabile scoprire le potenzialita’ del futuro insite nei modi di vivere di quando non c’era questa abbondanza di fonti fossili a basso costo”.
L’alleanza filosofica e strategica fra i tre Movimenti sta dando i primi risultati. Speriamo che Passerano non rimanga un caso isolato, ma che sia solo il primo tassello di un mosaico di realta’ che faranno della svolta epocale che stiamo vivendo il nuovo Rinascimento che, forse in modi diversi, tutti ci auguriamo.

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