La rabbia, come tutte le emozioni universali, non è una spigolatura del carattere, non ci appartiene, va e viene. E dipende innanzitutto da noi, dalla nostra capacità di bloccarla, anche quando è giustamente motivata.
Contenere la rabbia, prima che sia troppo tardi e arrivi il momento del “non ritorno” è più facile a dirsi che a farsi: a volte scarichiamo in un solo episodio rabbioso ciò che abbiamo accumulato da tempo. In altri casi, non riusciamo a liberarci della trappola dei “provocatori professionali”, le persone abilissime nel farci perdere la pazienza. Eppure dovremmo partire da una premessa, facile da dimostrare: la rabbia è inutile (a differenza dell’indignazione, che può essere anche molto pacata e talvolta è indispensabile), e si consuma soltanto come uno spreco, di tempo, di salute, di relazioni umane che vengono compromesse in modo irreversibile.
E allora perché non provare a bloccare la rabbia. Partendo da modi semplici, ma altrettanto efficaci e utili anche per lavorare su noi stessi, un esercizio che non dovremmo mai smettere di fare, come l’aggiornamento di un software.
Questi modi per bloccare la rabbia hanno un obiettivo pratico: non sprecare parole che poi pesano, né energie che potresti usare meglio. La rabbia non si “cancella”, si intercetta prima che prenda sopravvento.
Indice degli argomenti
Allontanarsi fisicamente per qualche minuto
Quando senti che ti stai innervosendo, la prima mossa è semplice: spostati. Anche solo andare in un’altra stanza, affacciarti alla finestra, fare due passi nel corridoio.
Dire (a te stesso o all’altro) “mi prendo due minuti e torno” è un freno gentile: non scappi, ti proteggi. E spesso basta questo piccolo cambio di scenario per far calmare le acque.
Tenere a distanza nella testa i pensieri peggiori
La rabbia diventa pericolosa quando la mente comincia a produrre “film” pieni di accuse, sentenze e umiliazioni. Il trucco è non farli partire: riconosci il pensiero e poni una distanza.
Una formula utile: “Sto pensando X, non è detto che sia vero”. Non è buonismo: è lucidità. La rabbia ama le certezze assolute.
Scrivere e prendere appunti prima di parlare
Scrivere abbassa il volume. Prendi un foglio e annota: che cosa è successo, che cosa ti ha colpito, che cosa chiedi. Stop.
Così trasformi l’impulso in una frase utilizzabile, e riduci il rischio di alzare muri. È un passaggio che aiuta anche a discutere senza aggredire quando la tensione è alta.
Valutare la reale importanza di ciò che ha provocato la rabbia
Fermati un secondo e chiediti: tra una settimana mi importerà ancora? Tra un mese? Tra un anno?
Non per minimizzare, ma per dare la giusta misura. A volte stai reagendo non a ciò che è successo, ma a ciò che ti ricorda o a ciò che temi.
Sdrammatizzare
Sdrammatizzare non significa fare lo spiritoso mentre l’altro soffre. Significa cambiare registro per non precipitare. Un sorriso leggero, un’osservazione ironica su di te (“ok, sto diventando un bollitore”) può salvare la scena.
È un modo elegante per spezzare la catena rabbia-parola-ferita-parola.
Il metodo 4-7-8
Quando la rabbia sale, il corpo accelera. Qui fai il contrario: rallenti:
- Inspira dal naso per 4 secondi.
- Trattieni il respiro per 7 secondi.
- Espira lentamente dalla bocca per 8 secondi.
Ripeti 3-4 volte. È una piccola “leva” fisiologica che aiuta anche quando lo stress ti alza il livello di allerta, e può essere utile se stai cercando di abbassare il cortisolo e rientrare in una zona più gestibile.
Bere e contare
Un gesto semplice: bevi un bicchiere d’acqua lentamente. Poi conta: 10, 9, 8… fino a 1. Senza fretta.
Bere e contare ti costringe a rallentare e ti fa uscire dall’automatismo. È una micro-pausa che spesso evita frasi di cui potresti pentirti.
Ascoltare qualcosa di piacevole
La rabbia è rumore. Tu rispondi con un suono diverso: una canzone che ti calma, un audio che ti fa stare bene, anche solo due minuti con le cuffie.
Non è fuga, è un reset: usare la musica come “ponte” verso uno stato più lucido è una forma di cura quotidiana, come insegna anche la musicoterapia.
Sciogliere la tensione nel corpo
La rabbia si manifesta spesso in due punti: mascella e spalle. Apri la bocca, lascia cadere la lingua, fai tre rotazioni lente delle spalle. Poi stringi i pugni 5 secondi e rilasciali.
Sembra banale, ma è un chiaro messaggio al sistema nervoso: “posso allentare la tensione”. E ti aiuta a non sprecare energia in rigidità e contrazione.
Dire una frase-ponte e rimandare la discussione
Quando sei troppo carico, la discussione non migliora: peggiora. Preparati una frase-ponte, neutra e pulita, da usare sempre:
- “Ne parliamo tra mezz’ora, adesso rischio di dire cose sbagliate”.
- “Ho bisogno di calmarmi, poi ti ascolto meglio”.
Rimandare non è perdere: è scegliere il momento per non fare danni.
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