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Mille chilometri con un litro di etanolo

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Alcol e guida al volante sono un binomio tutt’altro che etico. Eppure esiste una formula per cui mettersi alla guida di un veicolo facendo contemporaneamente uso di alcol non solo non comporta l’infrazione di alcuna legge morale o penale, ma è anche una buona pratica, perché aiuta a tutelare l’ambiente. Com’è possibile?

La scommessa l’hanno lanciata loro, i giovani studenti dell’Istituto Tecnico Industriale L. Bucci di Faenza, che l’alcol l’hanno messo non nel bicchiere, bensì nel serbatoio della macchina. Nello specifico di Spirit-Clipper, un nuovo prototipo di autovettura alimentata a E100, ovvero etanolo puro, realizzata per partecipare alla Shell Eco-marathon Europe, la gara all’insegna della mobilità sostenibile che si svolgerà dal 26 al 28 maggio prossimo in Germania, sul circuito Eurospeedway di Lausitz.

In pista ci saranno i veicoli futuristici progettati dai giovani degli istituti tecnici/professionali e delle università di tutta Europa, che si sfideranno in una gara al minor consumo. A vincere sarà infatti l’auto in grado di percorrere il maggior numero di chilometri con un litro di carburante. Sponsor dell’iniziativa in Romagna è il Gruppo Cevico, un grande consorzio di produttori vinicoli romagnoli che conta sul territorio ben 4.500 soci, che ogni anno nell’ambito del programma «Scuola è futuro» sostiene un progetto di un istituto superiore del territorio.

«Spirit-Clipper» è un’auto ecologica di piccole dimensioni, ha una carrozzeria leggera in fibra di carbonio e acciaio (pesa in tutto 53 kg) e un motore Honda di 35 cm cubi, con una velocità massima di 45 km orari. «Per realizzarla abbiamo utilizzato un motore di piccola cilindrata, preso da un decespugliatore, modificato nei parametri in modo che potesse essere alimentato ad alcol», spiega Simone Gambi, uno dei 30 studenti del Bucci di Faenza che a fine maggio gareggerà sul circuito tedesco. «Così com’è stato progettato, il nostro prototipo dovrebbe percorrere 1.000 km con un litro di etanolo». I ragazzi stanno lavorando al progetto da mesi, in orario extrascolastico, armati solo di passione, fantasia e tanta voglia di fare.

«Scendere in pista, insieme a migliaia di studenti da tutta Europa, è un’esperienza indimenticabile. Le dinamiche sono diverse, ma, in quanto a emozione, è come trovarsi su un circuito di Formula Uno». «Siamo dei veterani di questa competizione — spiega l’insengnante Riccardo Silimbani, coordinatore del progetto — . È dal 1997 che partecipiamo alla Shell Eco-marathon, e abbiamo vinto anche diversi premi: fino al 2004 eravamo l’unico team italiano in gara, oggi invece si sono aggiunte anche delle grandi realtà universitarie come il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma. Quest’anno gareggiamo con Spirit-Clipper, alimentata ad etanolo E100. In realtà l’auto ad alcol non è una nostra invenzione, l’etanolo è un carburante molto diffuso in paesi come il Brasile e l’Argentina. È facile da estrarre e dà buone prestazioni. Soprattutto, non inquina».

Questo carburante, infatti, deriva dalla fermentazione di vegetali ricchi di zucchero come la canna da zucchero, le barbabietole e il mais: l’E100, in particolare, contiene la più alta concentrazione di alcol che può essere ottenuta con la distillazione, più un 5% di acqua, e nessuna traccia di benzina. Inoltre, essendo un bio-carburante, la sua combustione non contribuisce all’effetto serra in quanto la quantità di CO2 prodotta è pari a quella che viene smaltita a priori durante il naturale processo di fotosintesi delle piante e dei raccolti agricoli da cui l’etanolo stesso viene estratto. Non forse sarà il carburante ideale per una Ferrari, ma in quanto a eco-compatibilità ha senz’altro una marcia in più.