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Milano, consulenze d’oro al Comune. Archiviata l’inchiesta sul Sindaco

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Il gip milanese Maria Grazia Domanico ha archiviato la posizione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, nell’inchiesta in cui era accusata di abuso d’ufficio in relazione a presunte irregolarita’ nell’affidamento di consulenze da parte del Comune. A dare il via al caso era stato un esposto presentato alla procura di Milano e alla Corte dei conti da alcuni consiglieri comunali del centrosinistra milanese. Nel documento si puntava il dito contro 59 incarichi dirigenziali e 30 incarichi relativi ad alte specializzazioni conferiti dalla giunta Moratti dopo il suo insediamento per una spesa complessiva che si aggirava, all’epoca, intorno ai 50 milioni di euro.

Nel mirino anche presunti episodi di mobbing relativi al pensionamento di alcuni dirigenti per far posto a nuove nomine. Tra i casi al centro dell’inchiesta c’era la nomina del direttore del settore Famiglia, Carmela Madaffari, che era stata direttrice generale di una Asl in Calabria che a Milano percepiva un compenso di 217mila euro all’anno. Gli episodi contestati alla Moratti riguardavano il periodo compreso tra il luglio del 2006 e il febbraio del 2007.

Archiviate anche le posizioni di altri quattro indagati, tra i quali l’ex sindaco Gianpietro Borghini. Era stato lo stesso pm titolare dell’indagine, Alfredo Robledo, a chiedere l’archiviazione del fascicolo nel luglio 2009, dopo che una prima richiesta in tal senso era stata bocciata dal gip Paolo Ielo che aveva chiesto alla procura ulteriori accertamenti. Con la Moratti e Borghini escono dalla vicenda Rita Amabile (ex vicedirettore generale di Palazzo Marino), Federico Borgogna (ex direttore centrale del reparto Risorse umane) e Alberto Baroggi Bonetti.

“Da parte del Comune di Milano ci fu un atteggiamento grave e colposo, del resto gia’ accertato e punito in altra sede”, scrive il gip. “L’istruttoria della Corte dei conti e il lavoro del pm hanno solo evidenziato come del tutto oscuri siano stati i percorsi che hanno portato alla nomina dei nuovi dirigenti, tanto da sembrare in alcuni casi addirittura casuali. Tutto e’ avvenuto in un breve lasso di tempo e in modo poco comprensibile e trasparente”, sostiene il giudice ricordando che il profilo penale non sempre e’ sovrapponibile ad altri tipi di responsabilita’.

Per l’abuso d’ufficio, secondo il gip, manca l’elemento soggettivo del reato. E del resto la riforma del 1997 aveva ristretto la possibilita’ di contestare tale reato, anche perche’ era “chiaro l’obiettivo del legislatore di di eliminare qualsiasi tipo di interferenza della magistratura sulle scelte discrezionali della pubblica amministrazione”. Scelte che si comprendono, aggiunge il gip, “se vi sono altri efficaci strumenti di tutela nell’ambito della giustizia amministrativa e contabile”. Del resto il 14 gennaio del 2009 una sentenza della Corte dei conti stabiliva che il sindaco Moratti e gli altri indagati dell’inchiesta avevano provocato un danno all’erario di 262mila euro. Inoltre, aggiunge il gip, successivamente arrivava un’altra sentenza di condanna per danni, non acquisita agli atti dell’indagine.