A Londra c’è la “Farmacia della poesia”

Ansia, stress, dolore: la terapia passa attraverso la lettura di versi dedicati.

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L’idea nasce dal poeta Deborah Alma, che dal 2011 portava in giro una vecchia ambulanza trasformata nell’Emergency Poet: le persone raccontavano il proprio “malessere” — solitudine, ansia, innamoramento, lutto, stress, nostalgia  — e lei prescriveva una poesia adatta, presentata scherzosamente come una medicina. Prima di diventare famosa come Emergency Poet, aveva lavorato come libraia e nell’editoria, ha avuto figli e poi ha conseguito un master in scrittura creativa. Parallelamente ha cominciato a lavorare con la poesia in contesti molto diversi: con persone affette da demenza, nelle cure di fine vita, con gruppi di donne e con bambini nelle scuole.

Alma voleva inizialmente trovare un mezzo per portare la scrittura creativa nelle scuole. Cercando un minibus su eBay, si imbatté invece in una vecchia ambulanza. E le venne l’idea: e se la poesia fosse una medicina? Nacque così The Emergency Poet. L’ambulanza, trasformata in una specie di ambulatorio poetico, viaggiava per il Regno Unito. Alma indossava camice e stetoscopio; all’esterno c’erano gli assistenti — chiamati scherzosamente Nurse Verse o Poemedic — e all’interno si svolgevano vere e proprie “consultazioni”.

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Dopo anni passati a guidare quell’ambulanza per tutto il Paese, Alma era stanca. Il mezzo non aveva nemmeno il servosterzo, e viaggiare continuamente diventava sempre più faticoso.Poi, nello Shropshire, vide un vecchio negozio che le sembrò avere l’aspetto di una farmacia vittoriana. Le venne l’idea: perché non trasformarlo davvero in una farmacia della poesia? Nel 2019, insieme al poeta James Sheard, aprì a Bishop’s Castle quella che viene descritta come la prima Poetry Pharmacy fisica al mondo. La filosofia di Alma è arrivata anche a Londra: nel 2023 è stata aperta una Poetry Pharmacy all’interno di Lush in Oxford Street. E nel 2026 si è aperta anche la sede di New York, a Coney Street. 

Oggi la Poetry Pharmacy è diventata un vero spazio dove potete:

  • comprare libri di poesia;
  • trovare le cosiddette “poetry pills”, piccoli contenitori o confezioni con poesie abbinate a stati d’animo e situazioni;
  • scegliere poesie per amore, conforto, speranza, felicità ecc.;
  •  partecipare a workshop di scrittura creativa e incontri poetici;
  • vivere la poesia in modo molto informale, senza l’idea che sia qualcosa di “difficile” o riservato agli esperti. 

Un esempio divertente è “Poemcetamol”, un prodotto che gioca sul nome del paracetamolo ma contiene poesia invece di medicine. 

In un’intervista recente, nel luglio del 2026, Deborah ha raccontato che, lavorando con persone affette da demenza, aveva imparato soprattutto ad ascoltare e a fare domande alle quali fosse piacevole rispondere. Non cercava di “curare” la persona attraverso la poesia: cercava di portarla, attraverso una domanda o un verso, in un luogo mentale piacevole e significativo.

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