In Italia si calcolano circa 25-30 milioni di persone che, a vario livello, hanno una ridotta capacità di digerire il lattosio, fino alla completa intolleranza. Siamo a una percentuale molto alta della popolazione, alla quale viene proposta, purtroppo spesso, l’alternativa del latte di capra. Un errore, e uno spreco, con qualche rischio per la salute.
Il latte di capra, infatti, contiene lattosio, anche se in quantità minore rispetto al latte vaccino: circa 4-4,5 grammi di lattosio per ogni 100 ml; 4,7-5 grammi di lattosio per ogni 100 ml è invece la quota nel caso del latte vaccino.
Il latte di capra assicura una serie di benefici, tra i quali però non c’è l’assenza di lattosio.
E una persona intollerante al lattosio, bevendo il latte di capra può ritrovarsi con sintomi gastrointestinali, come ad esempio:
- gonfiore addominale
- crampi e dolore alla pancia
- flatulenza
- borborigmi
- diarrea
- nausea
Per chi è intollerante al lattosio, a parte il latte vaccino senza lattosio, le vere alternative sono:
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Bevanda di soia
- è quella più simile al latte vaccino come apporto proteico;
- spesso è arricchita con calcio e vitamina D;
- adatta anche per cucinare.
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Bevanda d’avena
- gusto delicato e consistenza cremosa;
- buona per caffè, cappuccini e ricette;
- generalmente contiene meno proteine della soia.
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Bevanda di mandorla
- leggera e aromatica;
- spesso povera di proteine e calorie;
- controllare che sia arricchita con calcio.
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Bevanda di riso
- naturalmente dolce e molto digeribile;
- povera di proteine;
- può avere un indice glicemico più elevato.
-
Bevanda di cocco
- sapore particolare e consistenza cremosa;
- spesso poco proteica;
- più adatta ad alcune ricette che come sostituto quotidiano.
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