“La tela di Penelope”: il laboratorio che recupera antichi tessuti e fa lavorare persone con disturbi psichici

Si trova in pieno Centro storico a Lucca. Dove si producono sciarpe, cappelli, tovaglie, cuscini. Con artigiani molto speciali.

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Giorgio è in cura da anni, per disturbi psichici,  presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Lucca, che utilizza l’arte-terapia come strumento riabilitativo. E infatti le sue condizioni sono molto migliorate da quando ha iniziato a lavorare in un laboratorio di tessitura di alta qualità, con capi realizzati in  materiali come lino, lana, seta, canapa e cotone.All’inizio Giorgio guardava semplicemente, non svolgeva alcuna attività, ma capiva come funziona un telaio e quanta creatività c’è dietro il suo uso con le mani dell’uomo. Poi gli hanno affidato alcuni piccoli compiti: preparare i fili, ordinare i colori, controllare la tensione del tessuto. Sono gesti ripetitivi, ma proprio questa ripetizione aiuta a ritrovare concentrazione e calma.
Dopo alcuni mesi di osservazione, anche Giorgio, assistito da una tessitrice professionale, ha iniziato a lavorare con il telaio. facendo i conti innanzitutto con i problemi quotidiani che possono arrivare da questo attrezzo: il filo si inceppa, il ritmo si perde. Ma a tutto c’è un rimedio, fino a quando Giorgio non è diventato autonomo è oggi è uno dei lavoratori impegnati nel laboratorio La tela di Penelope, che produce e vende i suoi manufatti in pieno Centro storico di Lucca.

 

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In particolare qui si realizzano:

  • Sciarpe, stole e accessori tessili.
  • Borse e piccoli oggetti artigianali.
  • Tovaglie, runner, asciugamani e biancheria per la casa.
  • Cuscini, arazzi, tende e altri complementi d’arredo.
  • Tessuti prodotti a mano con lino, cotone, lana, seta e canapa utilizzando telai tradizionali.

La particolarità è che molti manufatti vengono tessuti su antichi telai storici recuperati e mantenuti in funzione dalla cooperativa, che offre anche opportunità di lavoro e formazione a persone con fragilità legate alla salute mentale. In questo modo si recuperano persone e cose: uomini e donne disagiati diventano abilissimi artigiani della tessitura, e antichi filati, spesso abbandonati per l’uso di nuovi materiali, vengono recuperati e non più sprecati.

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