La giungla delle riparazioni auto | Non Sprecare
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La giungla delle riparazioni auto

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"La fiducia è una cosa seria che si da solo alle cose serie" oppure "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio". Tra vecchi slogan pubblicitari e pillole di saggezza popolare i dubbi assalgono l’automobilista (a ragione, e ora vedremo il perché…), quando arriva il momento di portare l’auto in officina. Analogamente a quanto avvenuto in precedenza per altri prodotti e servizi l’associazione "Altroconsumo" ha voluto mettere alla prova cosa succede nel portare l’auto dal meccanico in tre città italiane. Il momento è cruciale poiché, alla vigilia delle partenze per le vacanze estive, anche se il veicolo non presenta problemi, si preferisce far dare una "controllatina" generale per una maggiore tranquillità. Ovviamente in questo caso i riparatori possono affermare di aver trovato qualsiasi cosa e allora per essere più sicuri e rendere l’inchiesta il più possibile attinente alla realtà ad Altrocunsumo hanno escogitato un preciso stratagemma: "Abbiamo voluto verificare la qualità del servizio offerto da trenta autofficine a Milano, Roma e Napoli, in termini di informazioni rilasciate, correttezza delle riparazioni e costi.

Abbiamo portato tre auto (una Honda Jazz del 2003 a Milano, una Fiat Palio del 2001 a Roma e una Citroën C3 del 2006 a Napoli) in 10 autofficine, con il servizio di elettrauto, per ogni città. Per essere certi che le auto non avessero bisogno di altri interventi, oltre a quelli previsti dall’inchiesta, le abbiamo sottoposte

in precedenza a un tagliando di controllo generale. Tra le autofficine abbiamo scelto almeno un concessionario della marca dell’auto, un’officina autorizzata dalla marca e una appartenente alle catene Midas e Bosch (se presenti)".
Il guasto preparato appositamente da Altroconsumo era lo stesso per tutte le autovetture: "Abbiamo detto a ciascuna officina che il tergilunotto (o il tergicristalli, nel caso di Napoli) non funzionava. La causa era un fusibile bruciato (appositamente bruciato e da noi sostituito a quello integro). Abbiamo anche sostituito una lampadina di una delle luci di posizione con una bruciata, chiedendo all’officina anche un controllo generale all’impianto elettrico della vettura".

Come era prevedibile le "sorprese" (amare) non sono mancate e una spese che, tra materiale e mano d’opera, in nessun caso (quando il lavoro richiesto è stato correttamente effettuato) avrebbe dovuto superare i 60 euro, è lievitata senza nessuna ragione valida a oltre 300 euro.
Nell’inchiesta di Altroconsumo i risultati sono riassunti in tabelle esplicative con giudizio complessivo finale che va da pessimo a ottimo, e il miglior risultato è stato ottenuto una sola volta mentre il peggiore è stato assegnato il ben otto casi.

Passiamo quindi al dettaglio delle tre città:

MILANO
"A Milano per fortuna nessuno ci ha fatto riparazioni inutili, ma i costi eccessivi di Verdicar, Autofficina Comelico e Palomba Donato per la sostituzione del solo fusibile (che tra l’altro i primi due ci hanno messo con amperaggio sbagliato) sono inaccettabili. L’Autofficina Comelico, poi, giustifica i 60 euro con un "ho dovuto controllare l’impianto e smontare il pannello". Anche tra chi ci ha fatto il lavoro bene ci sono richieste non giustificabili: Fratelli Labò ad esempio ci ha fatto pagare ben 150 euro per montarci una lampadina usata e un fusibile usato di amperaggio sbagliato. Anche Midas ci ha messo un fusibile usato e di amperaggio sbagliato, ma in più ci ha detto che "si trattava di un problema sotto la scatola dei fusibili che ha portato via un po’ di tempo".

ROMA
"Anche se a Roma nessuno si è accorto della lampadina bruciata la spesa media per il solo fusibile è stata in genere più bassa: ben tre officine (Nuova Autoidea, Midas e Motor Village) hanno addirittura cambiato il fusibile gratuitamente; purtroppo negli ultimi due casi è stato messo un fusibile di amperaggio sbagliato. Ruscio ci ha dato la fantasiosa spiegazione che "dei fili rotti hanno provocato la bruciatura del fusibile", mentre l’Autofficina Plurimarche di via Pariegete non ha fatto nulla di quanto previsto: di fatto non tocca l’auto, ma ci dice di avere sostituito, per 20 euro, il relé del tergilunotto (non certo causa del problema)".

NAPOLI
"Il maggior problema delle autofficine partenopee è il rilascio della fattura un peccato, perché non manca chi ci ha fatto il lavoro bene e a basso costo (10 o 20 euro). Ma abbiamo anche trovato chi (come Mirillo) ci ha riparato il fusibile artigianalmente, avvolgendo gli elettrodi con il filo di rame.
È però sul fronte degli interventi non necessari che Napoli dà il massimo; l’Autoriparatore per 70 euro ci sostituisce un relé, Gualtieri (concessionaria Citroën) per 242 il motore del tergicristallo e
Citroën GN Auto (officina autorizzata Citroën) per 295 l’intera scatola elettrica. Tutti interventi inutili".

Insomma l’inchiesta di Altroconsumo ha rilevato luci e ombre in un settore in cui gli automobilisti dovrebbero avere la massima fiducia e visto che non sempre è così l’associazione conclude la sua indagine con alcuni preziosi consigli per evitare di rimanere "buggerati":
"Oltre al costo eccessivo e ai lavori inutili o eseguiti spesso non a regola d’arte (fusibili sbagliati o rattoppati), uno dei dati più interessanti emersi dalla nostra inchiesta è che non è vero che le officine autorizzate e le concessionarie garantiscono prezzi più bassi e lavori più accurati: lo dimostra il fatto che proprio una concessionaria Citroën ci ha emesso il conto più salato (tra l’altro per un lavoro inutile). L’unico modo per evitare brutte sorprese è chiedere sempre di essere avvisati se il preventivo di spesa supera i 50 euro. Nel caso, provate a sentire il parere di un’altra officina o valutate se non siete in grado di sistemare voi stessi il guasto (come abbiamo visto cambiare un fusibile è davvero molto semplice). Infine, fatevi rilasciare sempre la fattura (nel caso, non esitate a insistere per averla): è l’unico strumento che avrete per far valere la garanzia sulla riparazione effettuata".

Evitare brutte sorprese quindi si può, basta avere qualche accortezza e, dove possibile, rivolgersi a riparatori di comprovata affidabilità. L’inchiesta completa sulle riparazioni, con tutti i dettagli, è riportata sul numero di giugno del mensile di Altroconsumo.