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La falla si allarga, è allarme. Un pescatore si suicida

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Assume contorni sempre piu’ tragici il disastro provocato dalla fuoriuscita di greggio da una piattaforma della Bp nel Golfo del Messico. Il capitano di una nave da pesca si e’ suicidato, con un colpo di pistola. Secondo il medico legale, l’uomo, William Allen Kruse, 55 anni, non aveva problemi di altro genere se non la disperazione per aver perso il lavoro a seguito del disastro ambientale. Ci sarebbe anche un’altra vittima, anche se le autorita’ della Louisiana spiegano che non si trattarebbe di un decesso direttamente legato alle operazioni di contenimento del greggio. E l’emergenza continua: in seguito a un incidente provocato da un robot sottomarino, i tecnici sono stati costretti a rimuovere il “coperchio” che conteneva la fuoriuscita di petrolio. E la Bp mostra di non essere in grado di fermare la catastrofe.

Una collisione provocata da un robot sottomarino, con conseguente fuga di gas. Questo l’incidente in seguito al quale i tecnici che lavorano alla piattaforma sono stati costretti a rimuovere il sistema di contenimento che limitava la fuoriuscita di petrolio, lasciando di nuovo libera la falla che sparge greggio in mare, come ha spiegato l’ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni. Il container superiore, tuttavia, sarebbe stato controllato e dovrebbe essere rimesso al suo posto nelle prossime ore, anche se la riattivazione del sistema di contenimento potrebbe richiedere “un tempo considerevolmente piu’ lungo”. Il sistema era stato installato lo scorso 3 giugno ed era riuscito a catturare fino a oggi 16.600 barili di greggio al giorno.

In questo scenario si e’ svolta la prima giornata di lavoro il neoresponsabile di Bp America, Bob Dudley. La societa’ ha infatti optato per un cambio della guardia nel Golfo del Messico dopo le pessime figure dall’ex direttore esecutivo, Tony Hayward, e la responsabilita’ delle operazioni in America e Asia e’ stata affidata al 55enne Dudley che da oggi lavorera’ fianco a fianco con le autorita’ Usa.