In Francia il biologico è sotto accusa: prezzi troppo alti

I consumatori lamentano continue speculazioni nel nome del green e sostenibile. Il prezzo del pomodoro, per esempio, è del 44 per cento superiore a quello convenzionale. I porri del 185 per cento, e le fragole del 96 per cento

cibo biologico francia
In Francia i prodotti biologici, a partire da frutta e verdura, sono sotto accusa. Un’ondata di proteste che riguarda singoli cittadini, attraverso il tam tam dei social, e le organizzazioni che tutelano i consumatori.
Que Choisir Ensemble, la più potente e numerosa associazione dei consumatori francesi, ha denunciato nel maggio 2026 che, per frutta e verdura bio, i margini della distribuzione risultavano in media dell’81% superiori a quelli applicati ai prodotti convenzionali. E si è rivolta direttamente al Senato della Repubblica per chiedere “urgenti provvedimenti” per fermare la speculazione che sta travolgendo il bio.
Le scoperte dell’Associazione dei consumatori, messe in fila, sono davvero sconcertanti. Il prezzo del pomodoro biologico, per esempio, è del 44 per cento più alto di quello convenzionale, mentre il margine di guadagno da parte della grande distribuzione, compresa quella che si presenta con le insegne del green, schizza del 118 per cento. I porri bio costano il 185 per cento in più di quelli coltivati in modo tradizionale, le fragole il 96 per cento, e persino le cipolle sono più care del 72 per cento.
Ma chi guadagna con questi margini che puzzano di speculazione? Non tanto i produttori biologici, quanto proprio le grandi catene di distribuzione, che hanno scoperto con il bio il lusso alimentare, una vera gallina dalle uova d’oro, e così pompano all’infinito i margini di guadagno.
Per una famiglia francese composta in media da 2.3 persone, il consumo di frutta e verdura convenzionale si traduce in un costo annuo di circa 460 euro; la stessa spesa con il biologico sale a 732 euro, con un aumento pari a 272 euro. Di questi soldi, 103 euro finiscono ai coltivatori, mentre 155 euro sono nuovi profitti da parte delle catene di distribuzione.
Nell’aprile 2026 l’Autorité de la concurrence francese ha multato quattro grossisti/distributori di prodotti biologici per un totale di 12,7 milioni di euro, dopo aver accertato un accordo che limita la concorrenza sui prezzi tra negozi specializzati nel bio e grande distribuzione. L’obiettivo, secondo l’Autorità, era anche evitare che i consumatori potessero confrontare facilmente i prezzi e spingere verso il basso i prezzi dei negozi bio.
Anche in Italia il biologico è sotto accusa sia per suoli che si auto-assegnano questi connotati sia per i prezzi al consumo troppo alti.
Chi imbroglia con il biologico? Chi specula nel nome della (falsa) sostenibilità? E chi gonfia i prezzi di qualsiasi prodotto con l’etichetta bio? Storie, personaggi e racconti in questo libro.
Il mito infranto

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