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Illuminazione pubblica: l’India punta sulle lampadine LED

Il cambio in 100 città del paese, con un risparmio di 5,5 miliardi di euro nella bolletta energetica. E con il dimezzamento delle emissioni di anidride carbonica.

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ILLUMINAZIONE PUBBLICA LED INDIA –

L’India è uno dei paesi più inquinatori del mondo. Colpa del carbone, che da anni resta al centro della sua politica energetica, anche nel campo dell’illuminazione pubblica.

Da qui la scelta di dare un primo segnale in direzione del risparmio, della riduzione degli sprechi e della diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Come? Sostituendo innanzitutto le lampadine dell’illuminazione pubblica. Ovunque.

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Il risparmio si sta dimostrando molto significativo. Al momento, infatti, il governo indiano è riuscito a spuntare per  tutte le amministrazioni comunali del paese, la possibilità rifornirsi di lampadine con tecnologia LED al prezzo di 73 rupie ciascuna (circa 1 euro), il 76 per cento in meno rispetto a quanto si pagava soltanto nel febbraio del 2014.

Così il piano, secondo l’annuncio del ministro dell’Energia, Piyush Goya, può procedere a passo veloce, e con obiettivi molto ambiziosi. Finora sono già state cambiate 45,9 milioni di lampadine, ed entro la fine dell’anno bisognerà arrivare a 710 milioni. Con questi numeri, spalmati in cento città indiane, il risparmio per il governo sarà di circa 5,5 miliardi di euro nella bolletta energetica. E le emissioni dovrebbero essere abbattute dal 50 al 70 per cento.

Il piano del governo, definito «Nuovi lampioni» procede quindi più speditamente del previsto e si affianca all’obiettivo di diffondere l’energia solare come alternativa al carbone. Qui si punta a una diffusione che dovrebbe generare 100 Gw entro la primavera del 2022.

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