Il Sud ha speso solo il 20% dei fondi Ue disponibili | Non Sprecare
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Il Sud ha speso solo il 20% dei fondi Ue disponibili

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I sindacati lanciano grida d’allarme per l’occupazione, la Confindustria chiede con insistenza misure per favorire la crescita dell’economia. Sulla scia delle manifestazioni per il lavoro del primo maggio, si apre una settimana complicata per il governo Berlusconi, chiamato a rispondere ad una richiesta ormai unanime e pressante di provvedimenti per rilanciare lo sviluppo e riassorbire la disoccupazione. E la sua sarà una corsa contro il tempo, nel tentativo di varare un pacchetto di riforme, che non saranno poi del tutto a costo zero, già venerdì 6 maggio. Alla vigilia delle Assise degli industriali a Bergamo, con Emma Marcegaglia, e il giorno stesso dello sciopero generale proclamato dalla Cgil. Il sindacato guidato da Susanna Camusso, ieri, ha spiegato che l’iniziativa servirà a dare consapevolezza al Paese delle condizioni in cui versa. E per la Cgil il vero quadro della situazione è a dir poco desolante, con quasi una persona su cinque, il 18,3%della forza lavoro, disoccupata o inattiva. I dati ufficiali sul mercato del lavoro «non raccontano tutto» , spiega il sindacato. l’Istat ha individuato recentemente un esercito di «scoraggiati» : un milione e mezzo di italiani che sarebbero disponibili a lavorare ma non cercano attivamente lavoro perché convinti di non trovarlo. Un numero che andrebbe sommato ai 2,1 milioni di disoccupati ufficiali. Nel complesso, secondo i dati Istat, in cerca di occupazione sarebbero 4.397.000, il che equivale a dire, secondo la Cgil, che il tasso di disoccupazione del 2010, pari ufficialmente all’ 8,42%, si sia attestato al 16,55%. Se poi si sommano anche i cassintegrati a zero ore registrati lo scorso anno, pari a oltre 576 mila persone, secondo l’Osservatorio della Cgil, «si determina una percentuale complessiva di disoccupazione e inattività del 18,32%» . «Il quadro dell’occupazione è in leggero miglioramento, ma resta difficile, come in tutta Europa» osserva il direttore generale della Confindustria, Giampaolo Galli. Secondo il quale «restano i problemi di fondo della bassa crescita della nostra economia e questo deve indurre a chiedere misure per la crescita, perché solo così si può fare occupazione ed affrontare il problema dei giovani» . «La situazione dei conti pubblici è difficile, ma almeno per il Sud ci sono i fondi europei che devono essere concentrati e rimodulati: a fine 2010, su 43 miliardi di euro da impegnare entro fine anno, ne sono stati spesi solo 9» , cioè circa un quinto appena, osserva il vice presidente degli industriali con la delega sul Mezzogiorno, Cristiana Coppola. Mentre Mario Monti, presidente della Bocconi ed ex commissario Ue, dallo stesso palco dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ricorda che solo in Campania, a fine anno, rischiano di essere tagliati 2 miliardi. Secondo Monti gran parte delle riforme di cui ha bisogno il Paese possono essere fatte a costo zero, cominciando dalle liberalizzazioni. E proprio su queste punta il decreto con cui il governo cerca di prendere in contropiede sindacati ed imprese, con lo snellimento delle norme sulle costruzioni edilizie, ristrutturazioni e opere pubbliche. Anche se il decreto atteso venerdì prossimo avrà comunque bisogno di una copertura di bilancio per finanziare il credito di imposta alle imprese che commissionano la ricerca alle Università o Istituti pubblici.

 

 

 

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