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Il premier e la querelle sugli elicotteri

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Gli elicotteri di Berlusconi? Non sono quelli di Stato, come scritto dall’Espresso. Il premier ritorna sull’argomento per dire che usa solo quelli che «Pago io». Intorno ai voli di stato l’aria si surriscalda. Con il ministro Tremonti che ha chiesto di tagliare tutti i voli di stato. E il settimanale di De Benedetti che fa le pulci ai voli del Premier, oltre che sull’acquisto, da parte del governo, di due nuovi Agusta Aw139 proprio mentre il governo Berlusconi stava preparando la manovra da 47 miliardi che impone sacrifici a tutti gli italiani.

ATMOSFERA – Una una nota di palazzo Chigi precisa che il presidente del Consiglio non utilizza elicotteri di Stato. E il Premier in conferenza stampa precisa che sì, due elicotteri sono stati acquistati: per sostituire quelli «vecchi di 40 anni» dopo «sollecitazioni venute anche dalla Presidenza della Repubblica». Dice il presidente Berlusconi: «Sono stati acquistati due elicotteri, ma io non ne usufruisco mai». La querelle si congela tra immagini e contenuti. «Ho la fortuna – spiega ancora Berlusconi – di avere miei elicotteri, con miei piloti e mi sento in condizioni di sicurezza solo con quelli». E attacca il settimanale che ha riportato «immagini di elicotteri miei e dei miei piloti» e dicendo che erano dello Stato.

VOLI DI STATO – L’Espresso, dal canto suo, conferma i contenuti della sua inchiesta: in risposta alle interrogazioni parlamentari già nel 2009 il ministro Elio Vito ha spiegato che proprio in virtù di un decreto della presidenza del Consiglio, all’elicottero Finivest utilizzato da Silvio Berlusconi veniva riconosciuta la qualifica di «Volo di stato» D’altronde, il premier usa spesso aerei di Stato per raggiungere la sua residenza privata sarda in compagnia di suoi ospiti personali. E se non bastasse i due nuovi elicotteri saranno in un allestimento «vip» per trasporto autorità che non prevede l’installazione di barelle e che ha fatto aumentare il prezzo di molti milioni di euro. Ma per fare chiarezza sulla materia, basterebbe che Palazzo Chigi rendesse pubblica la documentazione sui voli di stato: quanti sono, chi li ha usati e quanto sono costati.