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Il cartone oltre l’imballaggio

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Non solo pacchi: l’umile cartone è spesso usato per gli imballaggi ma dà il meglio di sé fuori dal recinto del packaging. C’è chi con il cartone ha realizzato opere architettoniche monumentali. Shigeru Ban, prima che la moda ecologista investisse l’architettura, ha fatto proprio l’uso di tubi di cartone riciclato per l’edilizia. «Simply, I don’t like waste» (Semplicemente non mi piace lo spreco) è il motto del suo modo di concepire il costruire. Con un’evoluzione per prove ed errori è arrivato a rivestire il cartone con vernice poliuretanica per renderlo impermeabile. Nel 1983 i paper tubes sono stati autorizzati dal ministero giapponese per le Costruzioni come materiali strutturali. 

AUDITORIUM L’AQUILA – Questi tubi in cartone precompresso sono stati utilizzati anche nel capoluogo abruzzese per sorreggere la copertura dell’Aquila Temporary Concert Hall, inaugurato il 7 maggio scorso. La struttura è stata donata dal governo giapponese alla città, come gesto di solidarietà per il terremoto. Con 230 sedute, per riempire l’armatura metallica, scheletro della sala, sono stati utilizzati sacchetti di sabbia. Tutte le strutture sono smontabili e sarà possibile assemblarle nuovamente anche altrove.

IL PONTE DI CARTONE – Un’altra, tra le tante opere innalzate da Shigeru Ban, è il Paper Bridge. Il ponte in cartone è stato costruito durante la stagione estiva del 2007 vicino a Pont du Gard: un acquedotto romano patrimonio dell’Unesco che si trova vicino a Nîmes, nel sud della Francia. La leggerezza del ponte di Ban contrasta con la compattezza del Pont du Gard. Ma la levità del ponte di cartone non ne esclude la resistenza: i 281 tubi di materiale all’apparenza vulnerabile sono riusciti a sorreggere il passaggio di venti persone alla volta.

HANSMAYER – Sembrano intagliate nel legno da un abile scalpellino, le colonne di Michael Hansmeyer. Invece, si tratta di fogli di cartone tagliati a laser che, sovrapposti, stanno in piedi senza una goccia di colla. Hanno tra gli otto e i sedici milioni di sfaccettature. Per raggiungere questa forma complessa, Hansmeyer ha diviso le facce in parti più piccole e si è basato sulla ripetizione degli elementi.

ARREDAMENTO – Uno dei primi architetti a pensare il cartone «fuori dalla scatola» per il suo riuso nel design è Frank O. Gehry. I suoi primi mobili in cartone, Easy Edges, sono datati, infatti, 1969. In fogli di cartone ondulato, sono stati uniti con un processo di laminazione e rifiniti con la masonite. I designer contemporanei hanno reinterpretato l’uso del cartone e della carta nell’arredamento. In Italia, sono molte le aziende che lo utilizzano per i complementi d’arredo. Di Uroboro, Nocciolina è un pouf di carta con una struttura interna in cartone. L’apparente delicatezza contrasta con la reale resistenza e robustezza del materiale. Della stessa azienda, il lampadario Bye bye Shanghaiin cui la cellulosa riciclata compone una lampada. Il designer italiano Generoso Parmegiani ha creato una collezione di arredamento in cartone. Generoso ha realizzato all’interno della sua collezione il tavolo modulare Tablò. In cartone riciclato doppia onda, grazie alla forma trapezoidale del piano è possibile realizzare qualsiasi forma e raggiungere qualsiasi lunghezza. Smontabile, può essere trasportato e conservato in piccoli spazi. Della A4Adesign, la libreria Bookstack costituita da moduli quadrangolari dall’aspetto minimale e ricercato. Forme ondulate e gusto retrò, invece, per la seduta Polly di Kube design: in cartone ondulato stratificato con cuscino in tessuto naturale, ha una struttura in metallo. Questi arredi, possono essere sostituiti quando non piacciono più e nuovamente riciclati. Non è poco, vista la limitazione delle risorse e il bisogno di ottimizzarne lo sfruttamento.

INSTALLAZIONI SPETTACOLARI – Nel 2010, l’architetto brasiliano Carlos Teixeira ha creato un labirinto realizzato interamente da strati di cartone riciclato in occasione della 29ma biennale internazionale di San Paolo. Intitolata El otro, el Mismo, quest’installazione temporanea sostenibile prende il nome da un libro di Jorge Luis Borges. Ma il cartone ondulato ha anche caratteristiche di attenuazione del suono. Per utilizzare questa sua qualità gli architetti di Helsinki Martti Kalliala, Esa Ruskeepää e Martin Lukasczyk hanno creato il Mafoombey Acoustic Space: una stanza del suono professionale sostenibile. Sembra riprodurre quasi la forma di un orecchio e non è stato utilizzato alcun tipo di adesivo per tenere i 720 pezzi di cartone. Lo spazio include una seduta per due o tre persone. L’installazione ha vinto la competizione organizzata dall’Università di arte e design di Helsinki nel 2005.

CARTONE E TECNOLOGIA – Oggi, il cartone si piega alle esigenze della modernità. Lo studio russo Art Lebedev ha disegnato una serie di chiavette Usb avvolte da un involucro di questo materiale. Mentre Giles Miller ha creato una borsa portacomputer in cartone ondulato. Modaiola e sostenibile, deriva interamente dal riciclo e può essere personalizzata con le proprie iniziali.