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I romani scoprono i mercati rionali. Sul web

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Piacciono a 9 clienti su 10, che in media hanno sui 60 anni e vi si recano volentieri per il piacere di scegliere uno per uno i frutti e gli ortaggi da acquistare e per la convenienza dei prezzi. Stiamo parlando dei mercati rionali, da sempre luoghi di incontro e di scambio, che a Roma sono stati studiati con un’indagine statistica capillare, la prima del genere nel settore, dall’ «Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune». Come riporta un articolo del corriere.it, il cliente di questo tipo di mercati è molto affezionato, (l’ 86% ci va tutte le settimane) al «suo» mercato, anche perché ha sviluppato nel tempo rapporti di fiducia e confidenza con gli operatori. Il che apre anche questioni fondamentali sul futuro dei mercati. Una per tutti: quella degli orari. A tutt’ oggi la maggior parte delle strutture resta aperta al massimo fino alle 14,30: a quell’ora chi lavora generalmente non fa in tempo a fare la spesa. Alcuni operatori (in particolare quelli che gestiscono i banchi di macelleria, alimentari, casalinghi, abbigliamento) vorrebbero orari più lunghi, più o meno come quelli dei supermercati, ma a frenare sui cambiamenti sarebbero soprattutto i «tradizionalisti» venditori di frutta, verdura e pesce: che sono poi il vero punto di forza, secondo l’ Agenzia, dei mercati stessi. E gli operatori? Il 55% dei 362 intervistati è soddisfatto sulla localizzazione, 2 su 10 invece non lo è, e lamenta la scarsa manutenzione e organizzazione degli spazi. Molti infatti sono i banchi vuoti nei mercati comunali, il che dà un senso di decadenza: per l’ Agenzia andrebbero riassegnati al più presto, magari favorendo giovani e disoccupati. I mercati rionali di Roma contano 5.694 banchi in totale, (la media è di 2 banchi per ogni mille abitanti): i non produttori sono la stragrande maggioranza dei gestori dei banchi. Fra le proposte presentate all’Agenzia da operatori e clienti, una riguarda la presenza di box che vendano servizi, come agenzie di viaggio o assicurazioni, ma anche spazi per la vendita di alimenti bio e a km zero. Un’ altra idea riguarda la creazione di un portale comunale per la vendita online dei prodotti dei mercati con consegna a domicilio, magari «pagata» dalle stesse aziende che si fanno pubblicità sullo stesso portale. Operatori e clienti chiedono anche servizi simili a quelli della grande distribuzione: dai carrelli al riscaldamento, al maggiore assortimento dei prodotti. Per aggiungere alla qualità anche un po’ di comodità in più.