Non solo, l’EFSA avverte che, finora, le prove scientifiche presentate per i claim salutistici (finora ne sono stati messi sul tavolo degli esperti dell’EFSA ben 2.300) sono state considerate insufficienti per autorizzare diciture come:
- “rafforza il sistema immunitario”
- “migliora la flora intestinale”
- “favorisce la salute digestiva”
Eppure queste affermazioni (mentre nessun claim sui probiotici ha ottenuto un giudizio positivo dell’EFSA) continuano a dilagare nelle campagne pubblicitarie per gli integratori alimentari a base di probiotici.
In realtà probiotici sono microrganismi vivi — soprattutto batteri, ma a volte anche lieviti — che, se assunti in quantità adeguata, possono avere effetti benefici sull’organismo.
I più comuni appartengono a generi come:
- Lactobacillus
- Bifidobacterium
- Saccharomyces (un lievito)
E si trovano in abbondanza in alimenti come:
- yogurt con fermenti vivi
- kefir
- alcuni alimenti fermentati
- integratori in capsule, bustine o gocce
Quanto ai prezzi degli integratori a base di probiotici, dipendono molto dal tipo di prodotto, dal numero di ceppi batterici e dalla “potenza” dichiarata (miliardi di UFC, cioè unità formanti colonia).
In Italia, oggi i prezzi tipici sono circa:
- fascia economica: 5–10 €
- fascia media: 10–25 €
- fascia alta/specialistica: 25–40 € o più
Questo mercato così opaco è ricchissimo: in Italia le vendite degli integratori a base di probiotici valgono circa 500–540 milioni di euro l’anno nel solo canale farmacia, che è il principale canale di vendita del settore.
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