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I bambini e il computer: deve essere vietato fino a 9 anni

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Meglio non usare il computer prima dei 9 anni, per poter scoprire il mondo reale prima di quello virtuale. la richiesta di alcuni psicologi della Royal Society of Medicine al governo inglese, al quale chiedono regole restrittive in tal senso. Niente uso del telecomando, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe creare una zona technology free per dar modo ai piccolissimi di sviluppare le capacita’ di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche. I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.

GLI ESPERTI A CONFRONTO – Ne parlera’ ufficialmente il dottor Aric Sigman, membro della Royal Society of Medicine e membro associato della British Psychological Society, nel corso della conferenza organizzata dalla Open EYE Coalition, impegnata in una campagna di riorganizzazione del sistema educativo inglese riguardo ai primi anni di vita. Oltre all’intervento di Sigman e’ prevista anche una relazione della professoressa Kathy Hirsh-Pasek, membro del dipartimento di Psicologia della Temple University di Philadelphia, dove e’ responsabile del laboratorio di ricerca sul linguaggio infantile. Insomma gli esperti sembrano essere d’accordo: il computer, se usato prematuramente, rischia di compromettere le abilita’ di lettura e di calcolo matematico, deformando la realta’ in un delicato momento della vita in cui i piccoli devono ancora farsi un’idea consapevole del mondo, dello spazio e del tempo.

NAPPY CURRICULUM ? Sotto accusa, in particolare, e’ il Nappy Curriculum, voluto dai Laburisti per introdurre l’uso del Pc e di altre tecnologie sotto i cinque anni di vita. Secondo il percorso educativo scelto dai progressisti inglesi gia’ dai 40 mesi i bambini dovrebbero essere in grado di compiere le prime elementari operazioni utilizzando computer e televisione, ma per gli studiosi di psicologia infantile, sostenuti dai conservatori, stimolare un bimbo piccolo attraverso forti sensazioni audio-visive non significa aiutarlo nella crescita. Un bombardamento tecnologico prematuro rischia di compromettere un sano sviluppo, secondo gli psicologi della Royal Society of Medicine, che stabiliscono la soglia anagrafica minima delle prime navigate su internet intorno ai 9 anni di eta’. Poche le eccezioni tecnologiche tollerate dagli esperti, che riconoscono invece ai programmi di disegno il merito di potenziare la creativita’ e lo sviluppo del pensiero.