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I 25 anni di Sinnos, la casa editrice nata nel carcere di Rebibbia

Con la storica collana I Mappamondi - era il 1990 - Sinnos ha reso protagonisti i primi immigrati arrivati nel nostro paese, attraverso le loro storie di vita narrate in doppia lingua ai bambini italiani e stranieri che cominciavano a sedere agli stessi banchi di scuola

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SINNOS CASA EDITRICE –

Libri che lasciano il segno. Cercate la pagina “chi siamo” sul sito della casa editrice Sinnos (“segni“, appunto) e questa sarà la risposta che troverete. Una storia singolare e un posto inconsueto per dar vita a una realtà che fabbrica libri e parole. Quando Sinnos muove i primi passi siamo nel 1990 e il posto inconsueto è un carcere. Il carcere romano di Rebibbia.

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“Fin dagli inizi, con la storica collana I Mappamondi, che ha reso protagonisti i primi immigrati arrivati nel nostro paese – si legge sul sito – attraverso le loro storie di vita narrate in doppia lingua ai bambini italiani e stranieri che cominciavano a sedere agli stessi banchi di scuola. Ora quei bambini sono diventati adulti, che qui lavorano e studiano. Ma ancora oggi, per fortuna, il mondo è presente nelle nostre classi, una ricchezza che forse potremmo sfruttare meglio: molti di questi bambini e ragazzi sono nati qui, sono nostri cittadini e saranno anche loro il nostro futuro”.

CARCERE REBIBBIA CASA EDITRICE –

A I Mappamondi, negli anni, si sono aggiunte altre collane, come Nomos, inaugurata da Lorenzo e la Costituzione, per spiegare e raccontare carte, statuti, normative. Autori ed illustratori con Sinnos da 25 anni raccontano storie, fiabe, leggende. Soprattutto si affrontano tematiche sociali. Da un’idea di Antonio Spinelli, con un gruppo di detenuti e con i volontari che li hanno sostenuti nella costituzione di una cooperativa, da 25 anni Sinnos contribuisce a costruire pensiero, immaginazione, oltre che dialogo e convivenza fra diverse culture. Così le collane di Sinnos affrontano temi come i diritti delle donne, l’impegno contro le mafie, i conflitti generazionali, l’attenzione alla diversità in tutte le sue forme.

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A raccontare l’anima di Sinnos – fra gli altri – anche la motivazione del Premio Andersen, vinto nel 2007: «Per un progetto editoriale ricco, composito ed eticamente coraggioso, capace di dare voce alle letterature del mondo costruendo un catalogo bilingue per l’intercultura e di trattare con misura temi di stringente attualità: dalla Costituzione alle difficoltà di lettura, alla mafia». A distanza di 15 anni, non possiamo che continuare a essere d’accordo.

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