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Bici rubate: è boom a Milano. Più di trenta furti al giorno

Il rischio è di colpire un mezzo di trasporto utilizzato ormai dal 4 per cento della popolazione. Serve al più presto il registro pubblico e la targa. Il comune lo aveva promesso: perché il cantiere si è fermato?

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FURTI DI BICICLETTE A MILANO –

Più di trenta furti al giorno. A Milano esplode il boom elle biciclette rubate, con un vero mercato nero parallelo che intanto è cresciuto a dismisura. Due ciclisti milanesi su tre hanno subìto un furto e questo fenomeno, ormai del tutto fuori controllo, rischia di mettere in crisi uno dei mezzi essenziali della nuova mobilità. Proprio in quella Milano che ha puntato molto sulla bici (ormai usata dal 4 per cento della popolazione) e sull’auto condivisa per ridurre inquinamento e traffico urbano. Lo scorso anno, infatti, i cittadini del capoluogo lombardo hanno speso circa 12 milioni di euro per l’acquisto di biciclette, con un aumento del 30 per cento rispetto all’anno precedente: ma la crescita rischia di arrestarsi di fronte al dilagare dei furti.

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MERCATO BICICLETTE RUBATE MILANO –

Intanto, nel mercato nero le biciclette rubate vengono comodamente vendute a 30-40 euro, una cifra inferiore perfino all’ordinaria manutenzione del mezzo, valutata attorno ai 50-60 euro. Che fare? Forse è venuto il momento che l’amministrazione comunale di Milano si decida a istituire la punzonatura delle biciclette, con tanto di registro e di targa: un deterrente che funziona bene in altre città italiane. E deve farlo presto, anche perché sul web lo ha già promesso, mentre attualmente gli utenti sono avvisati che i lavori per il registro pubblico sono fermi. Quando si sbloccheranno?

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