I resi, anche solo per prodotti difettosi, sono da sempre un calvario per il consumatore. E adesso alcune catene stanno trasformando una cosa che prima era “naturale” e gratuita — poter recuperare facilmente la prova d’acquisto — in un servizio accessorio venduto separatamente.
Per esempio, Euronics esempio offre il servizio “Scontrino Sicuro”, che prevede la conservazione digitale dello scontrino associato al codice fiscale. Sul sito spiegano che conservano gli scontrini per 3 anni oppure più a lungo con servizi ( e costi) aggiuntivi.
Scrive Euronics sul suo sito: “Il tuo scontrino verrà salvato direttamente in cassa, associandolo al tuo codice fiscale ed eventualmente ad altri servizi acquistati. Basta una foto al codice a barre della tua tessera sanitaria. Noi conserviamo i tuoi dati al sicuro, su una piattaforma cloud a cui accede solo il personale di Euronics. Quando ne avrai bisogno ritroveremo il tuo scontrino al volo, usando il tuo codice fiscale”.
Per dimostrare l’acquisto, in realtà, dovrebbero bastare lo scontrino o la fattura, e se le catene dovessero utilizzare lo strumento del servizio a pagamento come metodo esclusivo per ottenere il reso, si configurerebbe, secondo l’associazione Konsumer Italia, una pratica commerciale scorretta, da denuncia all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato.
Qui trovate tutte le indicazioni sul funzionamento di “scontrino Sicuro”, tranne un dettaglio che la catena ha omesso: il costo per il consumatore!
Foto di copertina tratta da wikipedia
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