Esbjerg: da porto per “oil e gas” a capitale europea dell’eolico offshore

Una storia che ci racconta come la transizione energetica si traduce in un nuovo sviluppo. E in un benessere per tutti

Esbjerg Windmill Park
Nei libri di geografia Esbjerg, piccolo centro nel sud-ovest della Danimarca, sulla costa del Mare del Nord, nella regione dello Jutland meridionale (Syddanmark), è descritta come una cittadina di pescatori, specializzati nella cattura di aringhe, merluzzi e sogliole. Ma nei libri di storia Esbjerg sarà sempre ricordata come un luogo-simbolo della trasformazione energetica sotto il segno della sostenibilità, per come è riuscita, nel giro di pochi anni, a trasformarsi da importante porto commerciale per oil & gas a capitale europea dell’eolico offshore.
A partire dagli anni Settanta, quando in Danimarca hanno iniziato a sviluppare l’industria delle estrazioni di idrocarburi offshore, Esbjerg si è ritagliata il posto di porto strategico per il settore oil & gas, fornendo un’assistenza a 360 gradi agli utilizzatori delle piattaforme e ai player dei traffici navali. Poi, dal Duemila, la svolta verso una transizione green, molto veloce e senza continue esitazioni. Sfruttando le competenze tecniche accumulate in anni di attività legate all’energia prodotta da oil & gas, Esbjerg si è trasformata nel più importante hub del Nord Europa per l’eolico offshore. Qui è stato firmato, dai capi di governo di Olanda, Germania, Belgio e Danimarca, il “patto di Esbjerg”, con il quale questi paesi si sono impegnati a trasformare il Mare del Nord in una centrale di energia verde, creando varie isole energetiche nelle aree di mare meno profonde. L’obiettivo, secondo l’accordo, prevede di quadruplicare l’energia eolica prodotta da questi paesi entro il 2030 e di fare in modo che  entro il 20250 l’eolico del Mare del Nord porti energia pulita a 150 milioni di famiglie. Un traguardo unico nelle prospettive della sostenibilità energetica in Europa.

Oggi il porto di Esbjerg è uno dei principali hub dell’eolico offshore in Europa e rappresenta una base strategica per:

  • assemblaggio e stoccaggio di turbine eoliche gigantesche
  • imbarco di componenti verso i parchi eolici del Mare del Nord
  • operazioni di installazione e manutenzione offshore

Di fatto, una quota enorme dei grandi progetti eolici del Mare del Nord passa da qui, e il porto sta ancora ampliando le sue infrastrutture per reggere turbine sempre più grandi. Il non gestisce più solo “trasporti”, ma pezzi di un sistema energetico completamente nuovo e Esbjerg, un tempo cittadina di epscatori e poi hub dei trasporti di oil & gas,  oggi è un territorio dove l’energia è diventata il settore dominante dell’economia locale.

Foto di copertina tratta da dbdh.org

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