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Enav, rotte più brevi: meno carburante e Co2

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Le vie del cielo non solo non sono infinite, ma spesso sono anche più lunghe di quanto potrebbero essere. E chi vola lo sa benissimo. Ecco perché le rotte, lungo le quali viaggiano gli aerei di linea, hanno bisogno di essere di tanto in tanto riviste, razionalizzate, accorciate se possibile, per abbattere i consumi di carburante e l’inquinamento da Co2. Lo si fa sfruttando l’evoluzione tecnologica, che con il passare del tempo permette di rendere più diretto il tragitto da un punto geografico ad un altro, sotto la guida e l’assistenza dei controllori dell’Enav.

Risparmio di milioni di Kg di carburante. Ed è proprio dall’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo che arrivano gli ultimi risultati nello sforzo che si sta facendo in questo senso, con i risultati del FEP (Flight Efficiency Plan) del 2010, un programma di risistemazione delle rotte, che ha già fatto risparmiare  –  assicurano all’Enav  –  oltre 13 milioni di Kg di carburante in 2 milioni e mezzo di chilometri percorsi, con un abbattimento di Co2 pari ad oltre 41 milioni di chilogrammi. Nel triennio 2008-2010 il risparmio di carburante è stato di  55 milioni e 500 mila chilogrammi di carburante, che corrisponde  –  grosso modo  –  a 9.500 voli da Roma a Londra; a 13.200 voli Catania-Milano, oppure a 670 voli da New York a Il Cairo.

Qualche esempio. Una delle rotte riscritte sulle mappe si chiama "Amano-Elb e attraversa, da Sud a Nord, il tratto di mare tra l’isola di Ponza e l’isola de’Elba. La rotta precedente era di 262.3 miglia nautiche, mentre il nuovo percorso più diretto è di 252.1 miglia nautiche, con un risparmio di 30.632 miglia nel triennio 2008-2010, dalle 22 alle 4 del mattino, periodo nel quale sono stati effettuati 2.735 voli. Un altro esempio è quello dell’aerovia "Dokar-Paola-Rutom", che attraversa l’Italiadai confini a Nord Ovest della Corsica, fino al mare Ionio, ai confini con la Grecia meridionale. Il tracciato precedente misurava 495.1 miglia nautiche, il nuovo 485.7. Sempre nel triennio preso in esame (2008-2010) sono state risparmiate 9.287.2 miglia. 

La voce del pilota.
"L’esigenza e gli studi conseguenti per l’accorciamento delle rotte cominciò agli inizi degli anni ’90  –  dice Pietro Pallini, pilota intercontinentale e direttore del giornale online di cultura aeronautica Manuale di Volo – uno sforzo parallelo ai grandi passi avanti dell’industria aeronautica, che oggi costruire aeroplani con profili alari e una taratura dei motori capaci ormai di affrontare sentieri di planata lungo i quali si risparmiano grandi quantità di conbustibile. Il problema – aggiunge Pallini – è che le manovre di avvicinamento agli aeroporti, per quanto le rotte si possano accorciare e razionalizzare, alla fine dipendono in modo decisivo dalle condizioni del tempo, ma soprattutto da come e dove le piste degli scali sono state costruite. L’orografia dell’area dove sorge l’aeroporto, insomma fa la differenza. C’è l’esempio di Malpensa, dove le due piste parallele, le "35" destra e sinistra, impongono a chi atterra su quella più lontana dall’aerostazione di attraversare l’altra, rallentando così i tempi di rullaggio, di decollo e atterraggio".