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Ecco le pensioni d’oro in Regione Lombardia

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di Fabio Massa

Ridurre i costi della politica. Se ne discute a Palazzo Marino, dove Pisapia viene letteralmente "inchiodato" alla volontà di ridurre le spese assessorili e degli staff. L’argomento è sempre all’ordine del giorno, soprattutto perché la crisi non è finita e "morde" la società lombarda e milanese in particolare. Così, fa discutere la proposta di Giulio Cavalli, ex coordinatore cittadino di Italia dei Valori, supportata dal gruppo capeggiato dal consigliere regionale Stefano Zamponi, di azzerare definitivamente il vitalizio che spetta agli ex rappresentanti politici nel consiglio dopo il compimento dei 60 anni. "La mozione impegna il presidente Formigoni ad attivarsi per ridurre i compensi dei consiglieri regionali, eliminare completamente il vitalizio spettante ad ogni consigliere, l’indennità di fine mandato e ridurre e regolamentare le spese per gli spostamenti e per le missioni", dichiara l’Idv.

 

Nell’ambito della trasmissione Forte e Chiaro, in onda ieri sera su Antenna 3, per la conduzione di Roberto Poletti, la proposta dell’Idv ha fatto discutere gli ospiti in studio, stimolati da Affaritaliani.it. Davide Boni, che del consiglio regionale è il presidente, ha rivelato che è allo studio l’adozione del sistema dell’Emilia Romagna, dove i consiglieri non ricevono nessun vitalizio ma possono scegliere di versare i contributi volontariamente. Intanto, così come preannunciato in trasmissione, Affaritaliani.it pubblica i nomi di chi percepisce un vitalizio dal Pirellone. Le cifre sono interessanti, e i nomi pure. 

Ci sono, ad esempio, i 3300 euro netti al mese di Giuseppe Adamoli del Pd, o i quasi 3100 di Agostino Agostinelli, ex ds. E di Mario Agostinelli, leader di Sel, 1619 euro al mese. Sopra i 3000 Luigi Baruffi, ex Udc, adesso con il Pid del ministro Saverio Romano, poco sopra i 2000, invece, Piero Bassetti, leader del gruppo dei 51, ex presidente della Regione Lombardia e supporter di Giuliano Pisapia. Più o meno sulla stessa cifra anche Benito Benedini, ex numero uno di Assolombarda, e l’attuale assessore alla cultura del Comune di Milano Daniela Benelli con quasi 3400 euro. Tra i nomi noti c’è Roberto Biscardini (quasi 4500 euro al mese), quasi 4000 per Battista Bonfanti. Tra i più "pagati" anche Gianpiero Borghini (4800 euro), Carlo Borsani (4790). E Mario Capanna, grande del ’68? Ne prende 2600, netti al  mese. Il numero uno dell’Orchestra Verdi, ex vicesindaco comunista a Milano (in un’altra era, molto precedente a Pisapia), Luigi Corbani, ne prende 2400. Alessandro Moneta, tra i fondatori di Forza Italia, ne prende oltre 3000, l’azzurro Carlo Lio 1629. Il cattolico del Pd Paolo Danuvola arriva a 4500 euro. Sempre "spigolando" qua a là nella lista dei privilegiati, si vede Giuseppe Guzzetti con quasi 4000 euro, ma anche Carlo Ripa di Meana con 2019 euro al mese, e l’ex dipietrista Elio Veltri. Per lui 2346 euro ogni mese. E poi c’è Carlo Monguzzi, che adesso è consigliere comunale a Milano (e che ovviamente è d’accordo con il taglio dei costi della politica). Lui prende 4522 euro ogni mese. Puliti puliti. Mica male. Quanto costa tutto questo alla Regione Lombardia? Più o meno 7 milioni e mezzo di euro all’anno. Mica male. Oppure no?