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Ebook e libro di carta, innovare o resistere?

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L’unico modo per inaugurare un blog dedicato all’e-book è partire da un’esperienza-base che sicuramente è capitata a chiunque possieda un lettore elettronico e ne abbia parlato in giro. Perché, poco ma sicuro, a ciascuno di voi utilizzatori (iniziali) di e-book qualcuno almeno una volta ha detto: “Ah no, guarda. Non potrei mai rinunciare alla fisicità del libro” (varianti possibili: “Non riuscirei a fare a meno dell’odore della carta e dell’inchiostro”, “Ma io adoro avere la casa piena di libri” eccetera).
La domanda è: ma come avrebbero fatto, tutte queste persone, senza Gutenberg? Non avrebbero, per esempio, saputo godere dell’esistenza dell’Iliade e dell’Odissea, tramandate per secoli dalla tradizione orale?

Per tranquillizzare costoro, c’è un metodo piuttosto semplice: far finta di credere al sito http://smellofbooks.com/, dove si dice che si possano comprare (con una spesa tra i 4,99 e i 28,99 dollari) degli spray che riproducono l’odore dei libri, con diverse sfumature: libro nuovo, libro vecchio, libro di seconda mano. Magari: attenuerebbe il disagio…
Altrimenti, si può provare, tutti insieme, a fare un ragionamento sulla natura della letteratura.
Un romanzo è, per definizione, un’opera d’invenzione in cui tra scrittore e lettore si instaura un patto implicito e inconscio sull’esistenza reale dei personaggi di cui si narra. Detto in altri termini: noi lettori sappiamo benissimo che non c’è nulla di reale (lasciamo per un momento da parte tutte le questioni relative a quanto di autobiografico ci sia in ogni storia), ma ciascuno vive i personaggi dei romanzi come persone fisiche realmente esistenti. Non è che, per caso, l’abitudine – ormai secolare – a ritrovare tutto questo in un oggetto che ha una sua consistenza fisica come un libro, aiuta a rinforzare questa sensazione di realtà delle vite fittizie? E, al contrario, la sua riduzione a (ulteriore) virtualità – benché fisicamente rappresentata dentro un reader – finisce invece per rendere troppo elevato il tasso d’irrealtà, e farci perdere la capacità di credere a quello che stiamo leggendo?