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Distratti alla guida da fumo e cellulari: uno su due fa incidenti

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Stai guidando in citta’, quindi non vai forte, diciamo a 40 chilometri all’ora. Distogli gli occhi dalla strada per due secondi, solo due, il tempo di voltarti a guardare il bambino seduto dietro. Se d’improvviso ci fosse un pericolo sulla corsia, quel gesto di soli due secondi ti farebbe frenare 20 metri dopo il pericolo. Se qualcuno si mettesse sulla strada proprio in quell’istante, l’avresti centrato. E il brutto e’ che non hai neppure avuto la percezione piena di aver perso il contatto sull’unica azione che ha bisogno della concentrazione massima quando si ha in mano un volante: guidare.

solo un esempio, questo, uno dei tanti, di quello che succede normalmente ad un automobilista tutte le volte che si distrae. Ogni volta si corre un grosso pericolo, ogni volta che ci si accende una sigaretta, si mangia o si beve, ci si ripassa il rossetto, si parla al cellulare, si cambia la stazione radio, si mette un nuovo cd, per non parlare di chi in auto, mentre guida, traffica col navigatore satellitare o prova a inviare un sms con il telefonino. La guida d i s t r a t t a e’ un’emergenza mondiale, in Italia l’allarme lo lancia la Fondazione Ania per la Sicurezza stradale, la costola onlus dell’Associazione nazionale delle assicurazioni, con un’indagine Ipsos che fa riflettere: la guida distratta e’ il pericolo piu’ sottovalutato sulle strade e autostrade italiane, i due terzi dei tre milioni e 700 mila sinistri avvenuti nel 2008 sono stati causati da errori nella guida e da distrazioni.

In tutto cio’, il 51 per cento degli italiani ammette di aver avuto un incidente dovuto proprio alla distrazione. Gli italiani lo ammettono: il 76 per cento pensa che il fattore umano (e il 54 per cento proprio la distrazione) sia il rischio piu’ grande che si corre quando ci si mette alla guida. E indicano l’uso del computer (90 per cento), mangiare o bere (82 per cento), fumare (60 per cento), anche parlare al cellulare (50 per cento), digitare un sms (76 per cento), comporre un numero telefonino (45 per cento) come i comportamenti piu’ sbagliati. Nonostante questa consapevolezza, la meta’ degli intervistati parla con un’altra persona mentre guida, un terzo cambia stazione radio, un quarto telefona con il viva voce, un quinto usa il navigatore. Tutti comportamenti, questi, non vietati ma comunque pericolosi. L’uso di un dispositivo elettronico, per esempio, cellulare o navigatore, riduce i tempi di reazione del 50 per cento. La soglia di attenzione si abbassa come se il guidatore fosse stato trovato con un tasso alcolemico dello 0,8 per cento.

La nostra indagine e’ lo specchio dei comportamenti degli italiani al volante?spiega Sandro Salvati, presidente della Fondazione ?. La guida distratta viene spesso indicata come uno dei principali fattori di rischio eppure non esiste da parte dei guidatori una corretta percezione di comportamenti abitudinari ma potenzialmente a rischio. Ancora un esempio? Prendere un cellulare in mano in autostrada per vedere chi sta chiamando, tempo 3 secondi, mentre si procede a 110 chilometri all’ora, porta a percorrere 90 metri senza guardare, come se si guidasse con una benda sugli occhi.