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Cyberpaghetta, ora il computer premia i bambini più studiosi

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Finora, il computer e’ stato spesso considerato un premio ambito, da promettere ai propri figli in cambio di bei voti e promozioni. Adesso, potrebbe essere direttamente il pc a somministrare paghette e ricompense, valutando autonomamente i risultati scolastici dei ragazzi. Un’evoluzione che gia’ scatena polemiche.

Negli Stati Uniti e’ stato appena lanciato un sito che premia i bambini piu’ studiosi con giochi e dvd. Il servizio, chiamato SmartyCard, si basa su un sistema di punti che vengono assegnati a chi completa correttamente una serie di esercizi di lettura, scrittura, matematica e scienze. Un certo numero di punti da’ diritto a ricevere determinate ricompense, come videogame, film o giocattoli. Siccome SmartyCard non e’ il paese dei balocchi, il sistema ha ovviamente un prezzo: i punti vengono acquistati sotto forma di credito prepagato dai genitori dei ragazzi. Con 10 dollari si compra un pacchetto di cinquemila punti.
Il meccanismo di SmartyCard, definito “learn, earn and play” (impara, guadagna e gioca) sembra l’uovo di Colombo dell’edutainment, l’unione di insegnamento e divertimento, su internet: i bambini sono contenti perche’ giocano con il computer, i genitori anche perche’ sanno che i figli si trovano in un ambiente controllato e privo di pericoli. I bambini sono contenti perche’ vincono videogame e film, i genitori anche perche’ sanno che i figli stanno imparando qualcosa e possono verificare immediatamente, direttamente sul sito, i loro progressi. “I mondi virtuali e i videogame stanno conquistando i cuori e le menti dei bambini, e questo mette a disagio molti genitori”, spiegano dalla compagnia. “SmartyCard sfrutta queste passioni e vi lega il valore universale dell’apprendimento attraverso la ricompensa”.

Ma non tutti sono convinti da questo approccio mediato all’educazione dei figli: “Non sono totalmente a mio agio con l’idea di un sistema automatico che mette alla prova i ragazzi e poi scodella i premi con i soldi di mamma e papa’”, ha scritto Larry Magid, autore di “Child Safety for the Information Highway”. “E’ importante interagire con i bambini, leggendo libri, facendo i compiti con loro sul tavolo della cucina, qualche volta anche davanti al computer. Ma le ricompense devono essere piu’ emozionali che materiali. Certo”, ha osservato Magid in un editoriale su Cnet News, “un buon compito in classe puo’ meritare un premio, ma deve esserci sempre un tocco umano: non puo’ essere un semplice dare-avere”. Gli risponde a distanza Chris Carvalho, general manager di SmartyCard: “Se i ragazzi iniziano ad associare l’apprendimento al guadagno e al divertimento, capiranno che nella vita il successo deriva dal duro lavoro e dalla conoscenza”.

Un altro punto controverso riguarda il modello di business del sito: SmartyCard fa soldi incassando la differenza tra il costo dei punti e quello dei premi. Ad esempio, per ottenere un buono del valore di 10 dollari da spendere su iTunes, i genitori devono acquistare l’equivalente di 20 dollari in punti. Ma la domanda che circola in rete e’: quanto possono essere rigorosi i test somministrati da un sito il cui fine e’ assegnare punti il piu’ velocemente possibile, cosicche’ i genitori corrano ad acquistarne altri? “I nostri contenuti sono creati in collaborazione con i piu’ importanti editori di materiale educativo”, garantiscono dalla compagnia.

Per chi voglia provare, i test di SmartyCard (per il momento solo in inglese) sono accessibili anche gratuitamente. Ma i punti conquistati senza pagare, ovviamente, non danno diritto ad alcun premio.