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Cosi’ la tecnologia fara’ rivivere la memoria

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Una conversazione sull’uso del patrimonio digitale

Ricordare significa portare al cuore. Parole di Piergiorgio Odifreddi che fanno parte dei numerosi interventi raccolti dai ragazzi di Polimedia, web tv del Politecnico di Torino, assieme a Mario Ricciardi, responsabile del corso in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione, a proposito del ruolo fondamentale della memoria.

Durante l’incontro, che si e’ svolto nell’ultima giornata del Salone del Libro, sono state presentate due pubblicazioni legate ad altrettante peculiarita’ del concetto di memoria. “Ricordi d’archivio. Il progetto Olivetti nella memoria del territorio” che intende far rivivere il percorso culturale intrapreso da una delle prime industrie al mondo ad aver costruito un vero e proprio stato sociale, aprendo un dialogo innovativo col proprio territorio, e “Re-live. Salone del libro: evento e memoria” che raccoglie le possibili soluzioni per far persistere nel tempo un’esperienza concentrata in un breve periodo, grazie alla tecnologia.

Gli archivi presenti on-line assumono, a questo proposito, un ruolo di grande rilievo per la trasmissione dell’informazione. Si stanno trasformando in una piattaforma sociale e collaborativa, in quanto non si limitano ad un’attivita’ di classificazione, ma propongono una soluzione interoperabile, dove gli utenti hanno la possibilita’ di esprimere le proprie idee. Queste enormi basi dati si propongono di diventare degli archivi dinamici, i cui contenuti non vengono acquisiti in maniera statica, ma sono il risultato di una partecipazione condivisa. La figura dell’archivista digitale, operando in un ambito di questo genere, deve essere in grado di raccordare conoscenze umanistiche e capacita’ tecniche. Gli occorre la sensibilita’ di comprendere e strutturare l’informazione che dovra’ trattare per poi, in una seconda fase, sfruttare gli strumenti tecnologici che rendano i contenuti accessibili e manipolabili.

Il riuso del patrimonio digitale rappresenta un’occasione per poter arricchire la memoria collettiva. Come ricorda Ernesto Ferrero, Direttore del Salone del Libro, non si tratta di una semplice registrazione o di un mero utilizzo del materiale acquisito, ma di un prolungamento, di una valorizzazione dei contenuti amorfi presenti nelle banche dati, con delle potenzialita’ ancora tutte da esplorare.