Così Caltabellotta è diventata un paese di centenari

Il borgo siciliano al centro di uno studio che la inserisce tra i luoghi del mondo dove si vive più a lungo. Per questi fattori

Caltabellotta Platz scaled

Antonino Turturici e Calogera Nicolosi, morti rispettivamente a 109 e 110 anni, si sono giocati fino all’ultimo il titolo di persona che ha vissuto più a Caltabellotta, Antonio, nato il 18 gennaio 1912 e morto il 23 settembre 2021 all’età di 109 anni, è stato anche il più anziano uomo italiano vivente al momento della sua morte; e prima di lui Calogera aveva tagliato il traguardo dei 110 anni.

Da qui uno studio del 2025, firmato da un gruppo di ricercatori delle università di Palermo e di Sassari, pubblicato sul Journal of Ageing and Longevity si intitola “An Emerging Longevity Blue Zone in Sicily: The Case of Caltabellotta and the Sicani Mountains” dove si  sostiene che Caltabellotta e l’area dei Monti Sicani possano essere considerate una possibile “Zona Blu emergente” della longevità.

Una Zona Blu della longevità è un’area geografica in cui è stata osservata una concentrazione eccezionalmente alta di persone che raggiungono età molto avanzate (in particolare 90, 100 anni e oltre) e, spesso, con una buona qualità della vita nella vecchiaia. Il termine “Blue Zone” è stato reso popolare dal giornalista e ricercatore Dan Buettner, che insieme a demografi e studiosi ha identificato alcune comunità nel mondo con tassi di longevità particolarmente elevati. Le cinque aree più note sono:

  • Ogliastra (Italia), che si trova nella Sardegna centro-orientale.
  • Okinawa (Giappone), storicamente nota per l’elevata longevità femminile.
  • Ikaria (Grecia), un’isola del Mar Egeo dove gli abitanti presentano bassi tassi di malattie cardiovascolari e demenza.
  • Penisola di Nicoya (Costa Rica), dove esiste un forte senso della famiglia e dello scopo personale (plan de vida).
  • Loma Linda (California), una comunità con una forte presenza di Chiesa Avventista del Settimo Giorno.

Nonostante le differenze culturali, queste popolazioni condividono diversi elementi: alimentazione prevalentemente vegetale; movimento fisico integrato nella vita quotidiana; forti relazioni sociali e familiari; basso livello di stress cronico; senso di scopo nella vita; scarso consumo di alimenti ultra-processati.

Adesso, dopo lo studio italiano, anche Caltabellotta potrebbe entrare nel club delle Zone blu.

Grazie a questi principali risultati certificati dalla ricerca:

  • Una presenza eccezionale di anziani longevi: analizzando dati demografici dell’ISTAT e registri civili locali, i ricercatori hanno trovato a Caltabellotta (circa 3.000 abitanti) una quota di nonagenari e centenari superiore alle medie italiana e siciliana.
  • Aumento storico della sopravvivenza in età avanzata: per le persone nate tra il 1900 e il 1924, la percentuale di individui arrivati almeno a 90 anni sarebbe passata dal 3,6% al 14%; tra i nati in quel periodo circa 1 persona ogni 166 avrebbe raggiunto i 100 anni.
  • Confronto con la Sardegna: gli autori hanno confrontato Caltabellotta con una zona blu già riconosciuta della Sardegna e hanno trovato caratteristiche simili, anche se non sufficienti da sole per una certificazione definitiva.

Secondo lo studio, i possibili elementi che spiegano la longevità sono un insieme di fattori:

  1. Dieta mediterranea tradizionale
    Consumo storico di legumi, cereali integrali, verdure, frutta, olio d’oliva e alimenti poco industrializzati.
  2. Attività fisica quotidiana
    Il lavoro agricolo, gli spostamenti a piedi e la vita in un paese collinare avrebbero favorito un movimento costante per tutta la vita
  3. Coesione sociale
    Famiglia allargata, relazioni di vicinato e partecipazione alla vita comunitaria sono indicati come fattori protettivi dell’invecchiamento sano.
  4. Ambiente
    Gli autori citano il basso livello di urbanizzazione, il contatto con la natura e il ridotto inquinamento come possibili contributi.
  5. Genetica e storia della popolazione
    Lo studio ipotizza che anche fattori genetici possano avere un ruolo, soprattutto in una comunità relativamente stabile nel tempo, ma non conclude che esista un “gene della longevità” specifico di Caltabellotta.

La conclusione dello studio è prudente: Caltabellotta presenta caratteristiche compatibili con una Zona Blu, ma è definita “emergente” perché sono necessari ulteriori studi multidisciplinari (genetica, medicina, ambiente, storia demografica) prima di poterla equiparare alle zone blu più note come Ogliastra in Sardegna, Okinawa, Icaria e Nicoya.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?