Come evitare la dipendenza da Internet

Tre milioni di italiani non possono fare a meno di navigare in modo compulsivo. Eppure bastano pochi e semplici gesti per non essere intossicati.

internet fa male e uno spreco di tempo
La dipendenza da Internet ha diverse forme, alcune più gravi, ma tutte convergono verso un enorme spreco di salute, tempo e relazioni umane. Navigare con compulsione nel mondo virtuale ci allontana da quello reale, e ci impedisce di sviluppare rapporti e contatti che hanno bisogno di incontri, luoghi, fisicità. Ma evitare la dipendenza non significa rinunciare a Internet, cosa tra l’altro oggi assolutamente impossibile (per tutte le generazioni), ma semplicemente regolarla con qualche paletto, specie quando compaiono i primi sintomi di questa forma di intossicazione.

Sintomi

Esiste ormai un’ampia letteratura sui vari sintomi che contraddistinguono la dipendenza da Internet.
  • Stress, nervosismo e irritabilità
  • Sbalzi d’umore
  • Difficoltà a rispettare il naturale ciclo giorno-notte e sonno-veglia
  • Scarse relazioni sociali
  • Svogliatezza
  • Stanchezza mentale
  • Tendenza alla ricerca si siti porno e legati all’universo del gioco d’azzardo

Dipendenza dalle mail

Un’altra fonte di dipendenza, e non solo psicologica, collegata a Internet, è quella relativa alle comunicazioni attraverso la posta elettronica. Chi può rinunciare alle email? Praticamente nessuno. Però se diventiamo schiavi delle mail, guardandole in tempo reale, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, sul computer o sul cellulare, se siamo prigionieri della posta elettronica, abbiamo sprecato tempo e siamo entrati, anche qui lo dimostrano le ricerche scientifiche, nel cono d’ombra dell’ansia. In Italia le caselle di posta elettronica sono quasi il doppio della popolazione. E nel mondo si spediscono ogni giorno circa 291 miliardi di email. La dipendenza dalle mail si misura facilmente dal nostro comportamento quotidiano: quando ne siamo affetti, iniziamo a sfogliare la posta elettronica appena svegli, e terminiamo la sera, prima di addormentarci (spesso anche a letto, con lo smartphone ancora acceso per scrollare).

Perchè si naviga tanto

Non è vero, e le statistiche lo dimostrano, che siamo sempre costretti a navigare su Internet.

Molte persone lo fanno per:

  • noia
  • stress o ansia
  • evitare problemi reali

Riconoscere questo è fondamentale: se vangate per uno di questi motivi, più che sul comportamento, dovete agire sulla sua causa.

Consigli per evitare la dipendenza

E veniamo ai consigli per evitare di essere schiacciati da Internet.

  • Date un limite temporale alla navigazione. Evitatela, per esempio, la mattina fino a quando non iniziate le vostre attività lavorative e non siete impegnati con il cervello. E la sera, dopo cena, e prima di addormentarvi.
  • Date un limite in termini di spazio. Lo smartphone potete lasciarlo all’ingresso, quando rientrate e casa. E in ogni caso, non metterlo mai a tavola, quando state mangiando, oppure in salotto mentre conversate con altre persone.
  • Cercate di fare, nel corso della giornata, qualche piccola pausa con mini-digital detox.
  • Nel tempo offline, quando non avete impegni di altro genere, cercate di rilassarvi, trovate altri modi di occupare il vostro tempo ( i must sono: leggere, conservare, dormire) e dedicatevi a coltivare le vostre passioni.
  • Se non sono indispensabili, eliminate tutte le notifiche (mail, news, avvisi): creano solo ansia.

Italiani dipendenti da Internet

Secondo la Società Italiana di Psichiatria, circa 3 milioni di italiani possono essere considerati dipendenti da Internet (soprattutto tra i 15 e i 40 anni).  In Europa circa il 28% delle persone dice di essere “quasi sempre online”

Rischi dell’uso compulsivo dei social

All’interno dei rischi legati al web e all’uso eccessivo di internet, un ruolo specifico, con pericoli specifici, lo hanno i social network, sempre più seguiti, nelle diverse piattaforme, dal popolo del web. Tra i pericoli più importanti:
  • Perdita di privacy, e inconsapevole cessione a terzi di dati personali. Che poi, probabilmente, vengono venduti o male utilizzati.
  • Cadere nelle trappole dei pedofili, anche per colpa di genitori narcisisti che riempiono le pagine dei social con immagini dei loro figli minorenni.
  • Furto identità e cyberbullismo.
  • Furto di immagini.
  • Confusione tra vita virtuale e vita reale.
  • Aumento esponenziale dei rapporti attraverso i social, ma diminuzione dei rapporti reali. Con una chiusura verso gli altri.
  • Perdita di interesse per altre attività e altri tipi di comunicazione.

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