In Italia si contano circa 600mila persone colpite dall’Alzheimer e 300mila dal Parkinson, e se a queste cifre si sommano altre forme di malattie neurologiche, si arriva a circa 1,2-1,5 milioni di persone, secondo il Ministero della Salute. Di fronte a una fetta così larga della popolazione, destinata a crescere in proporzione alla curva dell’invecchiamento degli italiani, la domanda più importante è: Come regolarsi con loro? Quali comportamenti assumere con chi è stato colpito da una delle forme più gravi di demenza. Ecco un utile vademecum.
- Non mettete fretta quando dovete fare qualcosa insieme, e usate poche parole per aiutare un malato di Alzheimer o di Parkinson a fare qualcosa che per lui ( o lei) è diventato molto complesso.
- Parlate sempre con calma e con semplicità.
- Non risentitevi di fronte a una reazione fatta di nervosismo e di rabbia. Il malato di demenza perde le staffe ogni volta che non riesce a fare qualcosa, anche di semplice.
- Stessa cosa se ripete sempre le stesse cose: non perdete la pazienza, e conservate un tono rassicurante e affettuoso. Senza pietismi.
- Quando ha voglia di fare le cose da sola, non ostacolatela, ma semmai incoraggiatela: è un modo per aiutarla a convivere con la malattia.
- Cercate di non perdere mai un canale di comunicazione.
- Leggete storie e fate racconti.
- Incentivate una possibile conversazione anche se molto frammentata.
- Quando fa fatica a fare qualcosa davanti ad altre persone, prendere i soldi per pagare alla cassa oppure scegliere un acquisto, sostenetela e aiutatela nei calcoli, per lei davvero difficili.
- Incoraggiate comunque l’autonomia: un conto è aiutare, altra cosa è sostituirsi completamente al paziente in qualsiasi attività, una scelta decisamente controproducente.
- Mantenete stabile la routine: garantisce tranquillità e riduce l’ansia.
- Se incontrate una persona con demenza per strada e la vedete in difficoltà, chiedetele di aiutarla. Senza forzature.
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