Indice degli argomenti
Bonus ristrutturazione
È quello più semplice da applicare per isolare il tetto, e la detrazione varia se si tratta di prima o di seconda casa..
- Detrazione:
- 50% (prima casa)
- 36% (seconda casa)
- Spesa massima: 96.000 euro (prima casa)
- Recupero: in 10 anni fiscali.
Ecobonus per la riqualificazione energetica
Se l’intervento è specificamente mirato a migliorare l’efficienza energetica, e dunque è più complesso, si può accedere all’ecobonus.
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- Detrazione tipica:
- fino al 50%–65% (dipende dall’intervento)
- Cosa include:
- isolamento termico (anche tetto)
- cappotto o anche interventi sull’involucro
- Detrazione tipica:
Richiede:
- requisiti tecnici (trasmittanza, materiali ecc.)
- pratica ENEA
Come coibentare un sottotetto non abitabile
Di solito un sottotetto non abitabile richiede interventi specifici in funzione del grado di accessibilità. Se il volume in questione è facilmente accessibile, come spiega il portale specializzato sg-lifeupgrade.
Se lo spazio è sufficientemente ampio da risultare pedonabile o da destinare a deposito di oggetti vari, è necessario allestire una travettatura in legno da appoggiare sul piano di calpestio in abbinamento alla posa dei pannelli isolanti. Sulla travettatura in legno, saranno poi fissate le assi di irrigidimento in legno di idoneo spessore, che incontreranno i pannelli isolanti fungendo direttamente da pavimentazione o da supporto per una successiva pavimentazione.
Ben diverso, invece, è l’approccio da attuare quando il sottotetto è inabitabile nonché di difficile accesso. Un contesto d’intervento di questo tipo riduce notevolmente il margine di manovra disponibile; ragion per cui, il consiglio è di optare per la tecnica dell’insufflaggio: essa consiste nel ‘soffiare’, mediante un apposito macchinario, una sostanza isolante all’interno del sottotetto (in genere si tratta di lana di vetro in fiocchi), al fine di ridurre il grado di dispersione termica tra l’ambiente interno e quello esterno.
Come coibentare un sottotetto abitabile
Un sottotetto abitabile rappresenta un contesto più agevole, in quanto la maggiore accessibilità consente di pianificare e realizzare gli interventi necessari senza particolari vincoli tecnici o logistici. In tal caso occorre coibentare tutte le strutture che racchiudono il volume in questione, come le pareti verticali e la copertura.
Per ottimizzare l’isolamento termico di ambienti di questo tipo, è consigliabile optare per la posa di un sistema a secco (contropareti e controsoffittatura) in lastre di gesso rivestito. La struttura poggia su di un telaio, allestito utilizzando profili metallici, all’interno del quale vengono individuate delle intercapedini di ampiezza non superiore a 60 centimetri. Gli spazi tra un montante e l’altro vengono riempiti con uno strato di materiale isolante (lana di vetro, lana di roccia). Fatto ciò, il sistema viene rivestito con pannelli in cartongesso che, a seconda delle caratteristiche del contesto applicativo, possono migliorare la resistenza al fuoco o limitare l’assorbimento dell’umidità e, di riflesso, lo sviluppo di muffe e flora batterica.
Chi paga per la coibentazione del tetto
- Tetto e copertura comune:
- Se il tetto è parte comune, le spese spettano a tutti i condomini, ripartite secondo millesimi di proprietà
- La decisione va approvata in assemblea condominiale
- Anche in questo caso si possono usare i bonus fiscali, ma ogni condomino beneficia proporzionalmente
- Tetto privato o terrazzo di proprietà esclusiva:
- Se il tetto è di proprietà privata ( ad esempio sopra la vostra mansarda),sarete soltanto voi a pagare i costi della coibentazione.
Foto copertina di brumarotta da Pixabay
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