La cat therapy, ovvero l’uso dei gatti a sostegno di alcune cure negli ospedali, si sta facendo strada anche negli ospedali italiani. I due esperimenti più interessanti sono in corso agli ospedali Niguarda e Fatebenefratelli Sacco di Milano. Nel primo caso, il progetto “Gatto, amico mio”, promosso dalla Fondazione Royal Canin e da Frida’s Friends, vede i gatti alleviare stress, ansia e stati depressivi dei bambini ricoverati nel reparto di Pediatria. Nel secondo caso, al Fatebenefratelli, invece il progetto si chiama “Quattro zampe in corsia” e vede in azione sia gatti sia cani.
Anche all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze da diversi anni si applica la pet therapy, che comprende anche l’uso dei gatti a scopi terapeutici.
Le attività previste da parte dei pazienti si svolgono in una stanza dedicata, ampia e luminosa, e arredata con alcune sedie, in modo che il gatto possa saltare da una postazione all’altra. Durante la seduta il bambino disegna, da dei lavoretti, oppure si avvicina al gatto ed entra in contatto con lui in tre modi:
- Accarezza il gatto: questo semplice gesto di contatto fisico aiuta a ridurre lo stress e a stimolare il rilassamento.
- Gioca con il gatto: utilizzare giocattoli o stimolare il gatto in modo che giochi attivamente può incentivare il movimento e migliorare l’umore.
- Osserva e medita: molti terapisti incoraggiano i bambini a sedersi e osservare i gatti, concentrandosi sul loro comportamento calmo e sulle loro movenze, come forma di meditazione o mindfulness.
I benefici della cat therapy sono ormai confermati da diversi studi scientifici. Una ricerca pubblicata sulla rivista Anthrozoos ha dimostrato che la compagnia dei gatti abbassa i livelli di stress e ansia nei bambini e anche nei pazienti colpiti da malattie cardiache. Un altro studio,, pubblicato sulla rivista Journal of Veterinary Behavior ha evidenziato come l’interazione con i gatti possa migliorare l’umore dei pazienti e ridurre l’isolamento sociale, rendendoli più propensi ad affrontare situazioni stressanti con maggiore resilienza.
In ospedali o cliniche, i gatti possono fare parte di un programma di terapia assistita da animali (TAA), in cui professionisti qualificati come terapisti occupazionali, psicologi o infermieri, supervisionano le interazioni tra pazienti e gatti, garantendo che l’esperienza sia sicura e benefica per tutti.
Infine, i gatti utilizzati per la cat therapy devono essere educati a non mordere e non graffiare, e per questo è opportuno garantire un minimo di addestramento ad animali che, per loro caratteristiche naturali, in genere sono amichevoli e pazienti.
Leggi anche:
Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?
- Iscriviti alla nostra Newsletter cliccando qui;
- Siamo anche su Google News, attiva la stella per inserirci tra le fonti preferite;
- Seguici su Facebook, Instagram e Pinterest.

