Qui si producono miele biologico e zafferano, con vendite online, ma oltre ai prodotti agricoli si curano ancheOltre alla produzione di cibo e prodotti agricoli, la Cascina Caccia si curano anche laboratori educativi e percorsi formativi per studenti e cittadini, si organizza eventi culturali, e si offre ospitalità per gruppi e volontari.
La gestione operativa della Cascina Caccia è affidata a una rete di organizzazioni della società civile e associazioni del Terzo Settore che operano secondo i principi della legalità, dell’inclusione e della sostenibilità:
- Associazione ACMOS – gestisce le attività quotidiane della cascina e coordina progetti di educazione, lavoro e produzione.
- Libera Piemonte – rete territoriale dell’associazione nazionale Libera contro le mafie, che promuove iniziative di memoria, educazione civica e cultura della legalità.
- Cooperativa Nanà – coinvolta nella produzione gastronomica e nei laboratori di trasformazione alimentare.
- Il Comune di San Sebastiano da Po collabora con queste realtà per progetti educativi, culturali e sociali.
Dedicata alla memoria di Bruno Caccia, Procuratore Capo di Torino, ucciso in un agguato mafioso il 26 giugno 1983 e di sua moglie Carla, la Cascina è diventata un simbolo della lotta alle mafie nel Nord Italia, ma ancora di più, un simbolo di luce e di riscatto. Il bene apparteneva alla famiglia ‘ndranghetista di Domenico Belfiore, reggente di una vera e propria associazione mafiosa che da sola controllava e gestiva il traffico di stupefacenti, l’usura, i sequestri di persona, il gioco d’azzardo e le scommesse in tutta l’area metropolitana di Torino. Domenico venne condannato all’ergastolo nel 1993 come mandante dell’omicidio di Bruno Caccia.
Immagine in evidenza tratta dalla pagina Facebook della Cascina Caccia
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