Il bar Port Noy Café non si trova nella periferia di Milano, ma in pieno centro (via De Amicis 1), dove tutti i gestori dei locali pubblici devono fare i conti con gli alti costi degli affitti e dei servizi comunali, a partire dalle tasse per lo smaltimento dei rifiuti.
Inoltre i bar, con l’espresso, si sono trovati a fronteggiare l’aumento della materia prima e lo hanno immediatamente scaricato sui consumatori, portando la tazzina a 1,30-1,150 euro. Al Port Noy, nonostante tutto, l’espresso costa ancora 1 euro, come dimostra la fotografia dello scontrino (non fiscale) che riportiamo qui.
Ma la cosa più interessante è che i gestori del bar ci hanno spiegato come la loro mossa abbia portato a un aumento dei ricavi. Il prezzo contenuto, a 1 euro, senza inseguire l’onda lunga della speculazione del caffè, ha determinato un aumento del numero delle consumazioni, non solo al banco, ma anche al tavolino (dove il caffè costa 1,50 euro). In questo modo il mancato adeguamento del prezzo al banco è stato compensato dall’aumento dei ricavi ai tavolini, dove tra l’altro i clienti possono anche fare l’aperitivo a un prezzo ragionevole: 5 euro. Tutto a conferma del fatto che, se si vuole, e senza particolari sacrifici, ma anche con vantaggi economici, il caro prezzi si può bloccare.
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