Passeggiare nell’acqua bassa del mare è un vero e proprio trattamento naturale a beneficio di tutta la circolazione. Il contatto con l’acqua salata, infatti, stimola il drenaggio, contrasta i gonfiori, e migliora l’aspetto dei capillari. L’acqua deve arrivare alle caviglie o ai polpacci, e la passeggiata va fatta nelle ore più fresche della giornata e sempre con un cappello in testa.
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Benefici
La Harvard University nel 2024 ha predisposto le linee guida della camminata in acqua, mettendo in fila i vantaggi che ne derivano.
- Meno carico sulle articolazioni: la spinta dell’acqua sostiene parte del peso corporeo, rendendo il movimento più delicato per ginocchia, anche e caviglie.
- Rinforza gambe e glutei: l’acqua oppone resistenza a ogni passo, quindi i muscoli lavorano più della normale camminata sulla spiaggia.
- Stimola il sistema cardiovascolare: se cammini a passo sostenuto, puoi ottenere un buon allenamento aerobico.
- Aumenta il dispendio energetico: la resistenza dell’acqua rende la camminata più impegnativa rispetto a quella sulla terraferma.
- Può favorire rilassamento e benessere: l’ambiente acquatico può rendere l’attività fisica più piacevole e rilassante.
- Allena equilibrio e stabilità: bisogna contrastare il movimento dell’acqua e mantenere l’assetto mentre si cammina.
- È particolarmente interessante per la mobilità: l’acqua permette movimenti più fluidi e con minore impatto.
L’altezza giusta
L’altezza migliore dell’acqua del mare dipende dall’obiettivo, ma se parliamo di camminata nel mare come esercizio, una buona altezza è generalmente tra il ginocchio e la vita.
- Caviglie: molto facile; prevale il beneficio della camminata normale, con poca resistenza aggiuntiva.
- Metà polpaccio–ginocchio: ottimo compromesso per iniziare; aumenta la resistenza senza rendere troppo difficile camminare.
- Metà coscia–vita: più efficace per allenare gambe e glutei, perché l’acqua oppone molta più resistenza e sostiene maggiormente il peso.
- Oltre la vita: diventa un esercizio decisamente più impegnativo; può essere utile, ma non è più una semplice passeggiata.
Quanto dura
Per una camminata nell’acqua bassa del mare, una buona durata media è 20–30 minuti.
Indicativamente:
- 10–15 minuti: ottimo tempo per iniziare o se non siete abituati a questo tipo di esercizio.
- 20–30 minuti: durata ideale per ottenere un buon effetto su gambe, circolazione e attività cardiovascolare.
- 30–45 minuti: utile se siete già allenati e riuscite a mantenere un’intensità moderata.
- Oltre 45–60 minuti: non è necessariamente meglio; aumenta soprattutto la fatica, quindi non serve farlo tutti i giorni.
Se l’acqua arriva tra metà polpaccio e ginocchio, puoi camminare più a lungo. Se arriva a metà coscia o vicino alla vita, 20–30 minuti possono già essere un allenamento abbastanza intenso.
Come si cammina nell’acqua bassa del mare
Camminare nell’acqua bassa del mare non è affatto difficile, ma rispetto alla terraferma richiede una tecnica diversa che riguarda la postura del corpo, i passi da fare e il movimento delle braccia .
- Entrate in acqua fino a metà polpaccio o circa al ginocchio per iniziare.
- Tenete il busto eretto, lo sguardo davanti e le spalle rilassate.
- Fate passi un po’ più corti del normale.
- Appoggiate prima il tallone, poi passate alla pianta e alla punta del piede.
- Spingete bene l’acqua all’indietro con il piede e la gamba: è questa resistenza che fa lavorare maggiormente i muscoli.
- Muovete le braccia naturalmente, come durante una normale camminata.
- Mantenete un ritmo che vi faccia respirare più velocemente ma senza arrivare all’affanno.
Precauzioni da prendere
Se fate una passeggiata nell’acqua bassa del mare, le precauzioni più importanti sono queste:
- Controllate sempre il mare prima di entrare: evitate acqua molto mossa, forte corrente o condizioni che non conoscete.
- Attenzione al fondale: buche, rocce, sassi, conchiglie e alghe possono farvi perdere l’equilibrio. Meglio procedere lentamente, soprattutto nei primi minuti.
- Non allontanatevi troppo dalla riva: restate a una profondità dalla quale potete tornare facilmente a terra.
- Evitate di camminare da soli se il mare è mosso o se avete poca familiarità con quel tratto di costa.
- Proteggetevi dal sole: crema solare resistente all’acqua, cappello quando possibile e idratazione. Anche in acqua potete scottarvi.
- Attenzione alla temperatura: se l’acqua è fredda, iniziate gradualmente e interrompete se compaiono brividi, intorpidimento o forte disagio.
- Usate calzature da mare se il fondale è roccioso o può contenere ricci di mare.
- Non forzate il ritmo: se sentite dolore articolare, crampi, vertigini, debolezza o fiato eccessivamente corto, uscite dall’acqua e riposa.
- Infine, con le onde, non date mai per scontato che l’acqua sia “bassa”: una buca o un’onda possono cambiare rapidamente la profondità.
Anche nell’acqua bassa, vale la regola fondamentale: il mare non va mai sfidato.
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