I criminali che hanno appiccato il fuoco al bar Malibù, a La Caletta, una frazione di Siniscola, in provincia di Nuoro, non avevano fatto i conti con l’energia della solidarietà. Le immagini di una telecamera, che sono al centro delle indagini della polizia, mostrano una persona a volto coperto che cosparge il locale di benzina, e accende la miccia. In poche ore, nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2026, tutta la parte esterna del bar viene distrutta, mentre gli interni si salvano grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco.
Ma già poche ore dopo l’attentato la famiglia di Marco e Tonino Fadda, i titolari del bar, molto conosciuti nella zona, toccano con mano gli effetti della catena della solidarietà. Fanno una raccolta fondi, e partecipano in diretta e in tanti alla ricostruzione del locale per consentire ai Fadda di riaprire. E ci riescono.
Mentre le indagini, come spesso avviene in questi casi, vanno a rilento e non portano ad alcun risultato, almeno nel breve termine, i volontari della Caletta hanno dimostrato che cosa si può fare quando ci si rimbocca le maniche per aiutare chi ha subito un gesto di violenza così grave. Un tempo, in attentati del genere (il movente più probabile è l’estorsione, in quanto La Caletta durante l’estate diventa una zona molto frequentata da turisti e abitanti della zona) non era possibile neanche raccogliere qualche testimonianza: nessuno aveva visto e sentito nulla, e tutti tacevano, anche per paura di possibili ritorsioni. Adesso invece i volontari che hanno messo a nuovo il bar Malibù, almeno per farlo riaprire, oltre alla generosità hanno mostrato anche la dote del coraggio.
Foto di copertina tratta da www.lanuovasardegna.it/
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