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Appalti d’oro alla Maddalena indagine sui lavori del G8 mancato

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Gli appalti d’oro e gli intrecci d’affari per il G8 della Maddalena. Sulle opere da 300 milioni mai terminate per il summit dei potenti del pianeta, che doveva svolgersi a luglio 2009, in Sardegna ora indaga la procura di Roma. Tra le ipotesi di reato al vaglio, abuso d’ufficio e corruzione. Nel mirino dell’inchiesta sono finite le procedure firmate dall’allora commissario straordinario, l’ingegnere Angelo Balducci, ex numero due della Protezione Civile, l’uomo piu’ potente dopo Guido Bertolaso, poi promosso presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il fascicolo e’ ancora contro ignoti. Ma presto potrebbero essere iscritti i primi indagati. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Sergio Colaiocco, vuole fare luce su rapporti d’affari e legami piu’ o meno diretti tra Balducci, suoi familiari e le societa’ di costruzione che avrebbero dovuto trasformare l’ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, in occasione del vertice, prima che venisse trasferito a L’Aquila. La nuova indagine dei pm romani potrebbe anche assorbire, per competenza territoriale, il filone fiorentino nato dalle intercettazioni dei carabinieri del Ros sugli appalti a favore del costruttore Ligresti e quello di Tempio Pausania sul recupero, mai eseguito, dei fari sugli isolotti di Razzoli e Santa Maria. Sulle opere fantasma alla Maddalena, dopo l’inchiesta di Repubblica, sono state presentate interrogazioni parlamentari e una denuncia alla Corte dei conti.

L’inchiesta dei pm romani, affidata alla Finanza, ha preso avvio invece dagli accertamenti sulle presunte irregolarita’ commesse dai commissari straordinari nominati per i Mondiali di nuoto e il G8. In entrambi i casi l’ingegnere Balducci ne sarebbe stato un protagonista con il gruppo Anemone che, oltre a essersi accaparrato la riconversione dell’ex arsenale della Maddalena (un appalto da 100 milioni), aveva messo le mani su uno dei poli natatori privati piu’ importanti della capitale, il Salaria Sport Village, ampliato per i Mondiali proprio grazie alle deroghe urbanistiche concesse dai commissari. Un ampliamento lungo le rive del Tevere, in un’area a rischio esondazione, che ha permesso di edificare tre piscine, di cui una olimpionica. Ma per la procura di Roma il maxi impianto sarebbe fuorilegge e per questa ragione, nei mesi scorsi, sono stati indagati per abuso d’ufficio l’ex commissario Balducci e il suo successore, Claudio Rinaldi. Ora i pm vogliono vederci chiaro anche sulla societa’ che ha usufruito delle deroghe e che vantava tra i soci, oltre a Filippo Balducci (figlio dell’ex commissario), Diego Anemone, della famiglia di costruttori romani. Ma c’e’ un’altra azienda al centro degli accertamenti: e’ la Erretifilm srl che ha sede allo stesso indirizzo dove si trova l’Anemone Costruzioni. L’amministratore e’ Rosanna Thau, moglie di Angelo Balducci. Parte del capitale societario dell’impresa apparterebbe, invece, a Vanessa Pascucci che figura nella Redim 2002, legata al gruppo Anemone, e nell’Arsenale scarl, impegnata nel maxi cantiere dell’ex arsenale alla Maddalena per il G8.