La vita di Antonietta Chetta, 98 anni, la più vecchia erborista d’Italia, non è stata facile. Nata nel 1928 ad Alliste, in Salento, da una famiglia di contadini, aveva appena un anno quando suo padre Rocco, che aveva contratto la malaria, trasferì la famiglia in Liguria, ad Arma di Taggia. I genitori lavoravano come mezzadri e la famiglia viveva in condizioni molto povere.Fu proprio il padre a trasmetterle, quando era ancora bambina, il sapere che avrebbe accompagnato tutta la sua vita. Rocco conosceva le piante spontanee e le distingueva tra quelle utili e quelle pericolose. Antonietta imparò così a riconoscere le erbe, a raccoglierle e a conoscerne gli usi tradizionali.
Ma a scuotere di nuovo la sua vita ci fu una grande tragedia. Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1942, suo fratello maggiore Primaldo partì per la campagna di Russia. Non sarebbe più tornato: la sua scomparsa lasciò in Antonietta un dolore profondo. In seguito conobbe Arturo, un uomo più grande di lei originario di Triora, il celebre borgo dell’alta Valle Argentina associato alla storia delle streghe. I due ebbero tre figli: Aldo, Antonella e Walter. Antonietta trascorse poi la sua vita a Triora, continuando a raccogliere e studiare le erbe spontanee, cosa che ancora oggi riesce a fare.
Antonietta Chetta è conosciuta, non solo in Liguria, come “la signora delle erbe” e rappresenta, forse in modo folkloristico, l’archetipo delle donne che un tempo venivano accusate ingiustamente di stregoneria per le loro conoscenze sulle erbe. Da qui un altro soprannome di Antonietta: “la strega delle erbe”. Tra l’altro, Triora è famosa per il processo per stregoneria del 1587-1589, durante il quale alcune donne furono accusate, interrogate e torturate con l’accusa di pratiche di stregoneria. Nel paese, per secoli, il sapere sulle piante e sulla medicina popolare è rimasto legato alla memoria di quelle donne.
Fonte immagine: la Repubblica
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