Negli aeroporti britannici adesso c’è la tassa su abbracci e baci

Si pagano fino a 10 sterline per salutare il parente o l'amico che parte. Viene presentata come una tassa a favore dell'ambiente e della sostenibilità, in realtà è solo una mini-stangata per fare soldi

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Molti aeroporti britannici (come Heathrow, Gatwick, London City, Bristol e altri), dal 1° gennaio 2026, hanno introdotto tariffe, anche molto pesanti,  per accompagnare qualcuno in auto davanti al terminal e fermarsi per qualche minuto per dare un saluto finale prima della partenza dell’aereo. Magari solo per dare un bacio o un abbraccio a chi parte: così è nata la “tassa degli abbracci”.

La tassa si chiama dropp-off fee (dal nome della zona dove di solito si lascia il passeggero) e varia, come una clessidra, sulla base del tempo di permanenza in aeroporto e delle regole per ciascuno scalo britannico.  Nel London City Airport, per esempio, si pagano circa 8 sterline per i primi 5 minuti e poi 1 sterlina al minuto (fino a un massimo di 10 sterline). In precedenza, l’accesso in aeroporto era gratuito, come anche allo scalo di Heathrow ( qui la tariffa è di circa 8 euro) e di Gatwick (dove invece la dropp-off fee è di 10 sterline).

Ovviamente anche questa mini-stangata a danno, come al solito, delle persone meno abbienti che magari accompagnano un parente emigrato in aeroporto e vogliono stare con lui fino all’ultimo e abbracciarlo e baciarlo prima che salga sull’aereo, è presentata come “un provvedimento green”, ispirato da una scelta a favore della (falsa) sostenibilità.

La tassa degli abbracci dovrebbe servire a ridurre l’uso delle auto private per raggiungere gli aeroporti britannici (da qui meno inquinamento, traffico ed emissioni) e incoraggiare l’uso di mezzi pubblici, in nome della mobilità sostenibile. In realtà ogni scusa è buona per incassare soldi extra, aumentare i ricavi e i profitti delle società di gestione degli aeroporti, famose per l’enorme quantità di utili che fanno e per come vessano i passeggeri con qualsiasi spesa, dalla tassa aeroportuale pagata sul biglietto aereo al caffè e alle bevande, compresa l’acqua minerale, che negli scali aeroportuali vengono pagate a peso d’oro.

Quanto all’Italia siamo sempre all’avanguardia quando si tratta di inventare spese sulle spalle dei consumatori, e già da tempo esiste, nei più importanti aeroporti del Paese, il sistema kiss and go (letteralmente: un bacio e via), che prevede un tempo  di sosta limitato, di solito tra 5 e 15 minuto, e poi più che i passeggeri va via il tassametro. Perchè anche un abbraccio, in un aeroporto, costa caro.

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