Questo sito contribuisce all'audience di

A pensar bene forse non si indovina, pero’ si vive molto piu’ felici

di Posted on
Condivisioni

Vi sforzate di vedere positivamente gli altri e cercate di mettere in buona luce le persone con cui avete a che fare? Dalla ricerca scientifica eccovi finalmente arrivare un riconoscimento: chi ha questo approccio positivo e’ una persona piu’ stabile emotivamente e anche piu’ felice. Al contrario, chi tende a vedere gli altri negativamente, e a parlarne male, in realta’ giudica negativamente se stesso. Infatti, le modalita’ con cui vengono percepiti gli altri indicano piu’ come e’ fatto chi osserva che chi e’ osservato. questa la conclusione di una ricerca realizzata da tre psicologi americani, guidati da Dustin Wood della Wake Forest University, e pubblicata di recente sul Journal of Personality and Social Psychology. La percezione che si ha degli altri rivela, dunque, molto della personalita’ di chi li percepisce, confermando una visione che la saggezza del Talmud, uno degli antichi testi sacri dell’ebraismo, aveva intuito e sintetizzato con le seguenti parole: Noi non vediamo il mondo come e’, vediamo il mondo come noi siamo.

LO STUDIO – La ricerca americana ha seguito una complessa metodologia basata su tre differenti studi, ma, in sostanza, gli psicologi autori del lavoro hanno chiesto a un gruppo di studenti di college di esprimere una valutazione su alcune caratteristiche di altri studenti che gia’ conoscevano. In ogni studio abbiamo rilevato l’esistenza di una relazione regolare fra determinati tratti di personalita’ e la percezione delle caratteristiche altrui scrivono gli autori dello studio. Chi percepiva gli altri positivamente ? spiegano gli psicologi ? era piu’ gioviale e tendenzialmente con un’indole piu’ amichevole; chi “pensava bene” degli altri risultava, inoltre, maggiormente soddisfatto della propria vita. E, non a caso, forse, chi stimava gli altri era anche piu’ apprezzato dalle persone del gruppo osservato. Secondo le rilevazioni degli psicologi, poi, tra gli studenti “ottimisti”, come era peraltro prevedibile, erano presenti meno persone che soffrivano di disturbi di personalita’, depressione, o con attitudini antisociali. La positivita’ nel valutare i conoscenti ? ci dicono inoltre i ricercatori, ed e’ interessante sottolinearlo ? non e’ affatto una semplice proiezione su di loro delle buone qualita’ presenti nell’osservatore. In nessuna delle tre ricerche, infatti, gli osservatori valutati come estroversi hanno trovato i conoscenti particolarmente estroversi; piuttosto, hanno individuato in loro altri tipi di caratteristiche positive. Si tratta, dunque, ? sottolineano gli psicologi della Wake Forest University ? proprio di un modo di percepire gli altri, che e’ influenzato da come si e’, senza risultare pero’ una semplice proiezione del proprio modo di essere. Naturalmente, tutto questo e’ confermato dal fatto che chi vede coloro che lo circondano in modo negativo, tende ad avere a sua volta tratti di personalita’ negativi, come depressione, narcisismo, comportamento antisociale. Se da una parte sembra assodato che le persone che vedono gli altri piu’ positivamente sono piu’ felici e possono anche contare su un miglior equilibrio mentale, ? aggiunge il professor Dustin Wood ? il grande interrogativo che resta aperto, e che sfortunatamente non e’ stato esplorato dalla nostra ricerca, e’ come indurre chi e’ negativo nei confronti degli altri ad assumere un atteggiamento piu’ positivo verso il prossimo.

OTTIMISMO E INGENUIT -Alla fin fine, tuttavia, c’e’ anche da dire che probabilmente nessuno vorrebbe diventare troppo ottimista nei rapporti con gli altri: una simile posizione, infatti, esporrebbe a un eccessivo abbassamento della guardia nei confronti di un mondo che non e’ mai tutto rose e fiori. Anche se la mia ricerca non era indirizzata esplicitamente ai possibili lati negativi dell’eccessivo ottimismo ? ci chiarisce il professor Wood ? esistono buoni motivi per pensare che tali lati negativi possano esistere. Credo che, di norma, sia una buona cosa immaginare gli altri come persone affidabili e dotate di caratteristiche positive. Bisogna, tuttavia, anche essere capaci, di tanto in tanto, di capire quando abbiamo attorno persone che sono invece inaffidabili e anche potenzialmente pericolose, perche’ anche questo e’ un aspetto della realta’. Riuscire a cogliere queste situazioni, ? prosegue lo psicologo americano ? e di conseguenza chiudersi in se stessi, o sottrarsi al contatto con queste persone realmente inaffidabili, puo’ essere importante per evitare danni e pericoli. Di norma, comunque, ? conclude Wood ? la lezione che si puo’ trarre da questa mia ricerca indica che, nella maggior parte delle situazioni, focalizzare la propria attenzione sugli attributi positivi delle persone che ci circondano porta solo benefici.