Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

Plastica bio: adesso si estrae dagli scarti vegetali del caffè e del prezzemolo

Da qualche anno l’Istituto Italiano di tecnologia di Genova è diventato una vera e propria eccellenza in questo campo, dando un contributo significativo alla rivoluzione dell'industria dei contenitori. E il potenziale di materia prima è enorme: in Europa ogni anno ci sono 28 milioni di tonnellate di scarti vegetali

Condivisioni

BIOPLASTICA ITALIA

Creare la plastica dagli scarti alimentari. Negli ultimi tempi si stanno facendo passi da gigante nel settore della ricerca per le nuove bioplastiche che diventeranno la base dei nuovi contenitori, in sostituzione di quelli finora utilizzati molto inquinanti e difficili da smaltire. E in questo percorso una delle eccellenze mondiale, da qualche anno, è targata “made in Italy”. Si tratta dell’Istituto italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, che si sta sempre più specializzando nelle scoperte relative ai nuovi materiali, frutto di un’attenta e avanzatissima attività di riuso e di riciclo.

LEGGI ANCHE: Un intero palazzo a Las Vegas costruito solo riciclando bottiglie di birra (video)

BIOPLASTICHE DA SCARTI VEGETALI

L’ultima scoperta riguarda gli scarti vegetali, e in particolare quelli che arrivano da caffè, prezzemolo e cannella ma anche delle bucce delle arance. Stiamo parlando di una miniera di potenziale materia prima per le bioplastiche: in Europa ogni anno se ne scartano 28 milioni di tonnellate, pari al 10 per cento dell’intera produzione mondiale. Da qui la possibilità, attraverso un procedimento industriale, di recuperare il materiale altrimenti destinato ad appesantire la catena di smaltimento dei rifiuti. Nello specifico ogni biomassa può trasformarsi in un tipo di plastica differente in base all’uso che se ne vuole fare. Dal riso, ad esempio, si può creare una plastica piuttosto dura, mentre con le piante si ottiene un materiale più “morbido”. E quella con la cannella ha addirittura una funzione antibatterica.

BIOPLASTICA DA SCARTI CAFFÈ, PREZZEMOLO, CANNELLA

In pratica, i ricercatori dell’Iit di Genova hanno messo a punto un sistema che impasta i residui vegetali con solventi o polimeri biocompatibili: dalla miscela nasce la nuova bioplastica, molto flessibile, elastica, poco costosa, e innanzitutto non inquinante. Un procedimento che, in linea di principio, potrebbe essere applicato a tutti gli oggetti di uso quotidiano e non solo agli scarti alimentari. Per questa ragione si tratta di un vero e proprio balzo nel futuro che consente di essere sempre più all’avanguardia in un settore, quello delle bioplastiche, che è sempre più targato “made in Italy”. Una nuova frontiera che potrebbe dare grandi soddisfazioni aiutando a risparmiare non inquinando.

IL RICICLO CHE FA RINASCERE GLI OGGETTI

Riciclo creativo dei tappi di plastica: si trasformano addirittura in opere d’arte (foto)

Quando la tecnologia incontra la moda, ecco il tessuto ricavato dalla plastica riciclata

Giochi per bambini: la girandola fai da te realizzata con il riciclo di plastica e carta (Foto)

La bici in plastica riciclata, un’invenzione ecosostenibile che arriva dal Sud America (Foto)