Vulvodinia, la malattia invisibile

In Italia colpisce 5 milioni di donne.

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La vulvodinia è una condizione caratterizzata da dolore persistente o ricorrente nella zona della vulva, cioè la parte esterna dei genitali femminili, senza che sia necessariamente presente un’infezione o un’altra causa evidente. Le stime sulla prevalenza variano: l’ISS indica circa 10–15% delle persone con organi riproduttivi femminili, mentre l’Associazione Italiana Vulvodinia parla di 12–15% nel corso della vita. In generale, si parla di 5 milioni di donne che hanno questo problema, non facile da diagnosticare. 

Sintomi 

l dolore può essere percepito come:

  • bruciore o sensazione di fuoco
  • pizzicore, fitte o scosse dolore al semplice contatto, per esempio con gli indumenti
  • dolore durante la penetrazione o i rapporti sessuali
  • fastidio durante l’inserimento di un tampone o una visita ginecologica
  • fastidio o bruciore quando si urina, che può sembrare una cistite anche in assenza di un’infezione urinaria.
  • sensazione di irritazione, prurito o pressione nella zona vulvare.
  • talvolta prurito o sensazione di irritazione, anche in assenza di un’infezione.

Può essere continua oppure comparire soprattutto quando la vulva viene toccata o sottoposta a pressione. Una forma particolarmente comune è la vestibolodinia, in cui il dolore è localizzato soprattutto nell’ingresso vaginale (vestibolo).

Cause

La vulvodinia è molto studiata, ma non ci sono ancora certezze sulle cause. 

Tra i fattori che possono contribuire rientrano:

  • Infezioni vaginali ricorrenti, in particolare episodi ripetuti di candidosi.
  • Irritazioni o microtraumi della vulva: rapporti dolorosi, attività come spinning o equitazione, indumenti molto stretti.
  • Traumi fisici, per esempio un’episiotomia o alcune procedure sulla vulva.
  • Irritanti locali, come detergenti aggressivi, prodotti profumati o alcune creme.
  • Alterazioni dei nervi, che possono rendere la zona eccessivamente sensibile al dolore.
  • Tensione o contrazione cronica del pavimento pelvico: il dolore può provocare contrazione muscolare e questa, a sua volta, può aumentare ulteriormente il dolore, creando un circolo vizioso. 
  • Fattori ormonali, soprattutto in determinate fasi della vita.
  • Stress e fattori psicologici possono contribuire a mantenere o peggiorare il dolore, ma questo non significa che la vulvodinia sia “psicologica”. il dolore è reale e può avere una componente neurologica e muscolare importante.
  • Fattori genetici: potrebbe esserci una predisposizione genetica nell’alterata regolazione dei meccanismi di controllo dell’infiammazione delle terminazioni nervose.  

Perché la diagnosi è difficile

Si tratta del problema più grave che presenta questa patologia, difficile da diagnosticare sia perché si manifesta in modo molto diverso da donna a donna sia perchè l’aspetto esterno dei genitali appare normale, senza segni clinici evidenti. 

La diagnosi soprattutto clinica, e non esiste un semplice esame del sangue, tampone o ecografia che dica automaticamente “è vulvodinia”. Inoltre, i sintomi possono assomigliare a quelli di molte altre condizioni.

La difficoltà della diagnosi è collegata soprattutto a questi motivi:

  • I sintomi sono poco specifici: bruciore, dolore, prurito e irritazione possono comparire anche con candidosi, vaginiti, dermatiti, infezioni urinarie o altre patologie.
  • La vulva può avere un aspetto normale: una persona può avere dolore molto intenso senza lesioni visibili.
  • Non esiste un singolo test diagnostico: il medico deve raccogliere la storia dei sintomi, esaminare la zona e, quando necessario, fare esami per escludere altre cause.
  • Il dolore può essere provocato dal semplice contatto: durante la visita il medico può valutare la sensibilità della vulva/vestibolo con un leggero tocco in diversi punti.
  • Possono coesistere più problemi: per esempio un’infezione può inizialmente provocare dolore e, successivamente, contribuire a mantenere un’ipersensibilità vulvare.
  • Il coinvolgimento del pavimento pelvico può confondere il quadro: una contrazione involontaria dei muscoli può essere conseguenza del dolore e contemporaneamente aumentarlo.

Come si cura

La vulvodinia si può trattare, ma non esiste una cura unica valida per tutte. Di solito il percorso è personalizzato e combina più interventi, perché possono essere coinvolti contemporaneamente nervi, muscoli del pavimento pelvico e tessuti vulvari. 

Le principali possibilità di trattamento

1. Fisioterapia del pavimento pelvico
È particolarmente utile quando i muscoli del pavimento pelvico sono contratti o ipersensibili. Può comprendere rilassamento muscolare, terapia manuale, biofeedback e, in alcuni casi, TENS. 

2. Farmaci contro il dolore neuropatico
Il medico può utilizzare, a dosaggi specifici, farmaci come alcuni antidepressivi triciclici o anticonvulsivanti. Non vengono necessariamente prescritti perché la persona è depressa o ha epilessia: alcuni di questi farmaci agiscono sui meccanismi del dolore neuropatico

3. Anestetici locali
La lidocaina in preparazioni locali può essere utilizzata per ridurre temporaneamente il dolore, per esempio in determinate situazioni prima dei rapporti. Va utilizzata secondo le indicazioni del medico. 

4. Riduzione degli irritanti
Può aiutare evitare detergenti profumati, prodotti aggressivi, abiti molto stretti e attività che provocano sfregamento sulla vulva. Anche biancheria di cotone e prodotti lubrificanti appropriati possono essere utili.

5. Supporto psicologico o sessuologico
Non perché il dolore sia “psicologico”, ma perché vivere con dolore cronico può generare ansia, paura della penetrazione e tensione muscolare, creando un circolo vizioso. Un supporto specifico può quindi far parte della terapia.

Come si previene

Le indicazioni più utili per  prevenire la vulvodinia sono:

  • Evitate detergenti aggressivi o profumati e deodoranti intimi; meglio prodotti molto delicati e, in generale, evitare lavaggi eccessivi.
  • Preferite biancheria di cotone e non troppo stretta; se possibile, lasciate respirare la zona durante la notte.
  • Riducete lo sfregamento: se attività come spinning, ciclismo, equitazione o altri sport provocano dolore o irritazione, è meglio modificarle o interromperle temporaneamente. 
  • Nei rapporti sessuali, non ignorare il dolore: usare un lubrificante adeguato può ridurre attrito e irritazione. Il dolore durante la penetrazione non dovrebbe essere considerato “normale”.
  • Non trattare automaticamente ogni bruciore come candidosi: infezioni ripetute possono essere associate alla vulvodinia, ma usare antimicotici senza una diagnosi può irritare ulteriormente la zona. 
  • Fate valutare rapidamente un dolore vulvare persistente o ricorrente, invece di aspettare che diventi cronico.
  • Prestate attenzione al pavimento pelvico: se avete dolore durante i rapporti o tendi a contrarre involontariamente la muscolatura pelvica, una valutazione fisioterapica può essere utile.

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