A Roma si litiga da trent’anni per un bellissimo orto botanico

Un infinito braccio di ferro tra un collezionista e l'amministrazione comunale. A pagare sono i visitatori che non possono accedere a questo patrimonio naturale

PALISANO 001
Un braccio di ferro che dura da trent’anni con continui rinvii: da un lato un collezionista privato di piante rare e dall’altro l’amministrazione comunale. A pagare il conto dello scontro sono tutti i visitatori che non possono accedere a uno straordinario patrimonio naturale, con una storia che soltanto a Roma poteva accadere.
Gaetano Palisano, 76 anni, originario della Sicilia, si trasferisce a Roma e negli anni ’70–’80 inizia a raccogliere e coltivare piante succulente e cactus rari. Con il tempo mette insieme una collezione sempre più ampia, fino a creare un grande vivaio a Roma, lungo la Via Appia Antica, in un’area verde vicino al Parco della Caffarella.

Negli anni  Novanta  entra in gioco il Comune di Roma: l’area viene coinvolta nei piani di ampliamento del Parco della Caffarella e avviate procedure di esproprio.A questo punto Palisano propone un compromesso:

  • cedere i terreni al Comune
  • ottenere una concessione per trasformare il vivaio in orto botanico pubblico e spazio didattico

Il progetto viene inizialmente accolto e approvato (fine anni ’90), ma poi rimane bloccato per anni tra burocrazia, cambi di amministrazione e mancanza di attuazione concreta.

A questo punto tutto resta sospeso, anche se il terreno formalmente è passato nelle mani del comune e Palisano continua a curare le piante e la sua collezione. Il sito viene periodicamente minacciato di sgombero, ma del progetto dell’orto botanico nessuno parla più in termini concreti.

L’unica cosa certa è l’importanza unica del vivaio di Palisano, per almeno tre motivi:

  • Biodiversità: ospita ancora una collezione molto ampia di cactus e succulente, alcune rare o di grandi dimensioni.
  • Valore storico-botanico: è il risultato di decenni di raccolta e acclimatazione di specie provenienti da tutto il mondo.
  • Contesto urbano unico: è uno degli ultimi esempi a Roma di grande collezione privata immersa in un’area archeologico-naturalistica come l’Appia Antica.

La collezione è diventata nota perché non è un semplice vivaio commerciale, ma quasi una “enciclopedia vivente” di succulente:

  • Cactus colonnari giganti (alcuni molto vecchi, con crescita pluridecennale)
  •  Specie rare da Messico, Cile, Perù, Namibia, Sudafrica
  • Euphorbie succulente (spesso confuse con cactus)
  • Agavi e aloe di grandi dimensioni.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?