Urzulei si trova nell’Ogliastra settentrionale, proprio sul margine del Supramonte, a circa 500 metri d’altitudine. Il suo territorio è enorme rispetto alle dimensioni del paese e arriva fino a paesaggi selvaggi come Gorropu e la Codula di Luna, che conduce verso Cala Luna.
È un luogo dove per secoli vivere significava conoscere la montagna: allevare animali, spostarsi a piedi, coltivare quel poco che il territorio permetteva e sfruttare boschi, acqua e pascoli. Questa vita dura, paradossalmente, potrebbe essere una parte della spiegazione della longevità che oggi incuriosisce il mondo.
Il paesaggio di Urzulei ricorda molto da vicino le Dolomiti, e il piccolo paese risulta incastonato nelle falde del monte Gruttas: una terra di pastori, abituati ogni giorno a fare chilometri a piedi, a camminare, per stare dietro agli animali. E questo è già un primo motivo, come stile di vita, che spiegherebbe la straordinaria longevità di una popolazione che non arriva a 1.300 abitanti. Le ricerche scientifiche su Urzulei durano da anni e non si sono mai interrotte. Sono condotte, insieme, dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, dal dipartimento di Ricerche Economiche e Sociali dell’Università di Cagliari, dall’Institute for Population Studies di Tallinn e dall’Université catholique de Louvain.
Il territorio era abitato già in epoca nuragica. Una delle testimonianze più interessanti è il santuario ipogeico di Sa Domu e S’Orcu, che racconta di una frequentazione del territorio molto precedente alla nascita dell’attuale abitato.
Poi arrivarono i Romani e, nei secoli successivi, il mondo bizantino. Nel V secolo d.C. il cristianesimo si diffuse anche qui attraverso evangelizzatori legati alla tradizione greco-bizantina, lasciando tracce nella devozione locale verso santi di origine orientale.
Nel Medioevo Urzulei entrò nella curatoria d’Ogliastra del Giudicato di Cagliari. Il nome del paese compare già in un documento fiscale pisano del 1316, dove appare come “Urzulè”.
Ed è curioso anche il significato del nome: secondo una delle interpretazioni più accreditate, deriverebbe da “urzula”, nome sardo della salsapariglia, una pianta rampicante che cresceva nelle siepi.
Fonte immagine di copertina: Il Mattino
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