Una sentenza che potrebbe fare scuola in tutta Italia a proposito del caos movida e dei danni che i cittadini dei centri storici devono subire: il TAR Sicilia – Sezione di Palermo si è pronunciato (con un provvedimento depositato il 26 dicembre 2025) su un ricorso collegato alla gestione della “movida” nel centro storico di Trapani presentato da un gruppo di residenti, operatori economici e titolari di strutture ricettive riuniti nel Comitato Centro Storico di Trapani e ha dichiarato illegittima l’inerzia del Comune di Trapani nella gestione dell’inquinamento acustico collegato alla movida notturna,
La conseguenza pratica della sentenza è che il comune di trapani, entro 180 giorni il Comune di Trapani debba adottare strumenti ordinari previsti dalla legge per la tutela dall’inquinamento acustico, e in particolare:
- l’adozione di un Piano di zonizzazione acustica;
- l’approvazione di un Regolamento comunale per la tutela dall’inquinamento acustico;
- l’adeguamento dei regolamenti locali (igiene/sanità o polizia municipale) alle norme vigenti in materia di rumore.
Il TAR Sicilia – Sezione di palermo ha sottolineato che la movida non può essere gestita in un vuoto normativo né attraverso continue misure emergenziali, ma richiede una governance pianificata in modo stabile per bilanciare la vita notturna con la qualità della vita urbana e la salute dei residenti.e se il TAR dovesse accertare che il Comune è rimasto inerte o ha fatto solo “finta” di adeguarsi, potrà nominare un commissario ad acta, cioè un soggetto esterno (un funzionario regionale, un prefetto, un tecnico esterno all’amministrazione comunale) che si sostituisce al Comune e realizzi gli interventi richiesti.
La sentenza siciliana non è un caso isolato, e i contenziosi per il caso movida sembrano risolversi sempre a favore dei cittadini e contro le amministrazioni comunali. Il TAR di Napoli (Sezione IV), in una sentenza del maggio 2025 relativa alla movida rumorosa nel Centro storico (piazza San Domenico Maggiore), e ha condannato il Comune di Napoli a risarcire i residenti per il disturbo causato dal rumore notturno, sostenendo che la vita notturna eccessiva aveva violato il loro diritto alla salute, al riposo e alla privacy. Il Comune dovrà pagare circa 40.000 euro a ciascuno dei 19 cittadini ricorrenti e adottare misure concrete per tutelare la vivibilità nel quartiere.
E anche a Milano, il Comune è stato condannato a risarcire circa 250 mila euro ai cittadini del quartiere Porta Venezia, accogliendo il ricorso del Comitato Lazzaretto, formato da alcuni residenti della zona.
Foto di copertina tratta da www.avvenire.it
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