Superfici “fresche” per palazzi e strade funzionano meglio dell’aria condizionata

L'esempio dell'asfalto stradale: quello nero, con temperature a 35 agradi, arriva anche a 80 gradi. Con i materiali "freschi" resta a 25 gradi.

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Le superfici “fresche” (cool surfaces) sono superfici progettate per scaldarsi meno sotto il sole e quindi contribuire a ridurre il surriscaldamento degli edifici e delle città. Tetti, pareti, pavimentazioni urbane, vengono realizzati con l’uso di materiali molto innovativi, in chiave anti-caldo, capaci di riflettere la luce del sole, e rilasciare così calore verso l’atmosfera. Edifici e strade sono più freschi senza l’uso dell’aria condizionata e di qualsiasi tipo di energia. 

Come funziona il raffrescamento urbano

Nel luglio del 2026 la rivista Nature Reviews Clean Technology  ha pubblicato uno studio intitolato Passive cooling for the built environment, scritto da Matthaios Santamouris e Konstantina Vasilakopoulou.

Lo studio sostiene che possiamo ridurre il surriscaldamento senza affidarci esclusivamente all’aria condizionata, intervenendo sul modo in cui le superfici assorbono, riflettono e dissipano l’energia solare.

Le principali strategie considerate sono:

  • controllo della radiazione solare → superfici/rivestimenti che riflettono il sole;
  • raffrescamento radiativo → materiali che riflettono la radiazione solare e disperdono calore verso il cielo;
  • raffrescamento evaporativo → uso dell’acqua e dell’evaporazione;
  • ventilazione naturale → rimozione del calore attraverso il movimento dell’aria;
  • sistemi ibridi, che combinano più meccanismi. 

Un dato particolarmente interessante è che gli autori riportano che le tecnologie passive avanzate possono arrivare a ridurre le temperature urbane di picco fino a circa 4,5 °C, oltre a diminuire la domanda di raffrescamento degli edifici.

E le superfici “fresche”, oltre che per i palazzi, si possono utilizzare per le strade, i marciapiedi, i parcheggi, le pensiline. 

Per i palazzi

Si usano soprattutto tetti e facciate ad alta riflettanza solare. Possono avere:

  • colori chiari o materiali speciali che riflettono una grande parte della radiazione solare;
  • rivestimenti che emettono efficacemente il calore verso l’esterno, anche sotto forma di radiazione infrarossa;
  • materiali o vernici appositamente formulati come cool coatings.

Un tetto tradizionale scuro può raggiungere temperature molto elevate al sole; una superficie fresca può rimanere sensibilmente più fredda, riducendo il calore che passa all’interno dell’edificio e quindi il bisogno di climatizzazione. In particolare, una superficie esposta al sole può restare dai 3 agli 8 gradi più fredda dell’aria, senza consumare elettricità. E con la combinazione di una vernice altamente riflettente, riesce a respingere i raggi solari dal 94 al 99 per cento. 

Un esempio spettacolare è il MGM Grand Las Vegas, uno dei grandi complessi alberghieri di Las Vegas.

Nel 2006 la copertura dell’edificio principale è stata trattata con un rivestimento bianco ad alta riflettanza solare. Il problema era particolarmente rilevante perché Las Vegas ha un clima desertico e il tetto riceve una quantità enorme di radiazione solare.

Il rivestimento aveva inizialmente una riflettanza solare totale di circa 90%; dopo dieci anni era ancora intorno all’82%. Secondo il caso di studio, dopo l’intervento sono cessate le lamentele relative alle temperature elevate nelle camere dei piani superiori.

Per pavimenti stradali e marciapiedi

Il principio è simile a quello dei palazzi. I rivestimenti stradali freschi cercano di diminuire la quantità di energia solare trasformata in calore. Possono essere ottenuti, ad esempio, con:

  • pavimentazioni più chiare e riflettenti;
  • aggregati o materiali con proprietà ottiche particolari;
  • rivestimenti superficiali riflettenti;
  • pavimentazioni permeabili, che possono anche favorire il raffrescamento attraverso l’acqua e l’evaporazione.

Anche qui un caso molto concreto rende bene l’idea dell’innovazione prevista: l’asfalto stradale nero, con una temperatura esterna di 35 gradi, può arrivare fino a 80 gradi. Significa bruciarsi i piedi se, per caso, si attraversa la strada scalzi. Con i materiali utilizzati per realizzare superfici “fresche”, con gli stessi 35 gradi di temperatura esterna, il manto stradale non supera i 25 gradi. 

A Phoenix, in Arizona, è stato sviluppato un programma esteso di cool pavement: dal 2020 sono state trattate porzioni di strade asfaltate con un rivestimento riflettente applicato direttamente sull’asfalto. Il programma è poi cresciuto fino a comprendere oltre 140 miglia di strade.Gli studi condotti dalla città con l’Arizona State University hanno rilevato una riduzione della temperatura superficiale estiva fino a circa 6,7 °C rispetto ad asfalto convenzionale invecchiato.

A Los Angeles il programma è stato sperimentato anche su strade urbane vere e proprie. Dal 2017 la città ha applicato rivestimenti solari-riflettenti su numerosi tratti stradali; in un progetto a Pacoima sono stati trattati oltre 700.000 ft² (circa 65.000 m²) di superfici in un’area di circa dieci isolati.

Parcheggi e piazzali

In questo caso si utilizzano calcestruzzi, aggregati o altri materiali con elevata riflettanza solare. Una superficie che riflette una maggiore quantità di radiazione assorbe meno energia e raggiunge temperature inferiori.

Per esempio:

  • calcestruzzo chiaro;
  • aggregati di colore chiaro;
  • pavimentazioni cementizie appositamente formulate;
  • materiali con elevata riflettanza nel vicino infrarosso.

Non è necessariamente necessario rifare tutto il parcheggio. Su una pavimentazione esistente in asfalto si può applicare un rivestimento superficiale riflettente, spesso costituito da una matrice legante e aggregati/pigmenti. Questi rivestimenti possono essere progettati per avere una maggiore riflettanza solare, anche utilizzando pigmenti che riflettono l’infrarosso pur mantenendo colori relativamente scuri.

Il vantaggio è che si può intervenire sull’esistente; bisogna però valutare aderenza, usura dovuta al traffico, durabilità e manutenzione.

Il parcheggio di una grande scuola nella città di Sharjah, negli Emirati Arabi, trattato con un rivestimento bianco ad alta riflettanza un’area di circa 81.000 m² e descritto in uno studio scientifico del 2023, presenta queste caratteristiche con i relativi risultati anti-caldo:

  • superficie trattata: 81.000 m²;
  • riflettanza della pavimentazione: da circa 24% a 70%;
  • temperatura superficiale estiva: da circa 60 °C a 47 °C;
  • riduzione massima misurata: circa 15 °C

Pensiline e strutture leggere

Quando il caldo è torrido, aspettare l’autobus sotto una pensilina può diventare una vera tortura. Con le superfici “fresche”, la temperatura della pensilina si stabilizza e sale il comfort delle persone sotto di essa.

Esistono materiali chiamati radiative coolers o superfici radiative, progettati per:

  1. Riflettere gran parte della radiazione solare
  2. Emettere efficacemente radiazione infrarossa
  3. In determinate condizioni, disperdere calore verso il cielo anche durante il giorno

In teoria, una pensilina potrebbe quindi avere una copertura che rimane relativamente fredda anche quando è esposta direttamente al sole. Ovviamente, “rinfrescare” una pensilina, attraverso l’uso di specifici materiali, non significa “metterla all’ombra”, obiettivo per il quale resta determinante la piantumazione degli alberi. 

Fonte immagine: Phys.org

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