Suor Angela Cimino, consacrata delle suore Dorotee di Vicenza, ne ha viste tante, sul molto di Lampedusa, dove arrivano i migranti in fuga sui barconi diretti in Italia. Ha visto morire bambini, ha assistito una madre la cui figlia si è spenta bruciata accanto al motore di un barcone, ha aiutato una donna che aveva partorito poche ore prima dello sbarco e dopo il parto i suoi compagni di viaggio le avevano tagliato il cordone ombelicale con i lacci delle scarpe.
Suor Angela è una delle cinque religiose, autentiche eroine, che presidiano l’assistenza dei migranti sbarcati a Lampedusa in condizioni spesso al confine tra la vita e la morte. Le altre sono suor Paola Giolo, specializzata nel costruire sedili con il riciclo dei bancali, dove i migranti sbarcati possono riposare; suor Ines, sempre in prima fila sul molo al momento degli sbarchi, che arriva dagli Stati Uniti; suor Antonietta Papa, che si occupa dell’accoglienza e dei primi beni di conforto da garantire ai migranti sbarcati; suor Danila, proveniente dalla Croazia.
Le cinque suore impegnate al molo Favaloro di Lampedusa, alle quali poi se ne aggiungono altre di volta in volta e a rotazione, fanno parte di una comunità intercongregazionale, creata per volontà di Papa Francesco e gestita dall’UISG (Unione Internazionale delle Superiori Generali).
Il lavoro delle cinque suore è molto completo e si divide in più momenti:
1. Accoglienza al molo
Appena i migranti scendono dalle imbarcazioni, le suore sono presenti insieme a volontari e operatori. Aiutano a:
- calmare le persone dopo il viaggio
- assistere chi è in ipotermia o sotto shock
- fornire beni di prima necessità (vestiti, bevande, cibo)
2. Accompagnamento umano e psicologico
Non è assistenza medica, ma una presenza di ascolto:
- raccolgono frammenti di storie del viaggio
- sostengono chi ha subito lutti o traumi
- accompagnano nei casi più gravi (anche decessi e riconoscimento salme)
3. Collegamento con la comunità locale
Un aspetto importante del progetto è fare da “ponte” tra la popolazione locale, la comunità dei turisti e i migranti appena arrivati, per evitare pericolose fratture.
Fonte immagine di copertina: La Voce dei Berici
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