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Illuminazione a Led nelle strade: così si può risparmiare 1 miliardo di euro

Troppi sprechi per le luci in città: per illuminare le strade spendiamo il doppio dei tedeschi e degli inglesi. E inquiniamo l’aria con impianti obsoleti.

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SPRECO ILLUMINAZIONE PUBBLICA IN ITALIA – I comuni sono alla canna del gas e minacciano di tagliare ogni giorno qualche servizio essenziale, la spending review è una manovra indispensabile quanto incerta per i tempi e la consistenza, ma intanto continuiamo a non tagliare sprechi che potremmo invece eliminare subito. Prendiamo il caso dell’illuminazione stradale, a partire dai famosi lampioni (circa 10 milioni in Italia) e da quello che da tre governi, da Mario Monti fino a Matteo Renzi passando per Enrico Letta, non si riesce a fare: abbassare le luci, e intervenire sull’efficienza energetica.

I COSTI DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA IN ITALIA – Stiamo parlando di uno spreco gigantesco, in quanto l’illuminazione stradale nel nostro Paese costa circa 2 miliardi di euro l’anno, soldi in gran parte a carico proprio di quei comuni che non riescono poi a trovare fondi per gli asili e per l’assistenza agli anziani. Il nostro consumo pro capite in quanto a illuminazione pubblica negli ultimi 15 anni, in un clima di grande scialo di denaro pubblico, è raddoppiato, toccando la quota di 107 kWh per abitante. Una cifra fuori dal mondo e innanzitutto dall’Europa, visto che significa il doppio della spesa in Germania e in Gran Bretagna e quasi un terzo in più nei confronti della Francia.

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In pratica abbiamo ridotto le nostre città a una sorta di luminarie attive 24 ore su 24, senza alcun vantaggio né per la sicurezza né per l’efficienza. Solo più spreco, e più inquinamento. Il commissario alla spending review , Carlo Cottarelli, ha fatto notare  che, eliminando alcune luci non necessarie, si potrebbero subito risparmiare 200 milioni di euro, per arrivare poi a un taglio di questa spesa, grazie anche all’efficienza energetica, di un miliardo di euro. Quindi sul tavolo ci sono 200 milioni da recuperare: immediatamente. Peccato però che la stessa idea l’aveva avuta Monti, e poi Letta, e adesso Renzi: quando vedremo qualcosa di concreto?

ILLUMINAZIONE PUBBLICA IN ITALIA: SPRECHI E INQUINAMENTO – Intanto non sprecare questa montagna di denaro con l’illuminazione stradale, porterebbe (anche qui: subito) nuova attività economica, e quindi nuovo lavoro. Pensate che dei 10 milioni di lampioni ben  3 sono ancora ai vapori di mercurio: di fatto pericolosi, sul piano della salute, e fuori legge. Per consumare meno e ridurre le luci stradali, è indispensabile intervenire con le nuove tecnologie di impianti intelligenti (qui c’è solo da scegliere quale modello copiare, da Parigi a Los Angeles, a piccoli centri in tutto il mondo) e sostituire le vecchie lampadine con la luce a Led. Una forte opera di modernizzazione, con investimenti misti pubblici (Cottarelli parla, giustamente, anche dei fondi europei) e privati, e con il coinvolgimento delle società municipalizzate, a loro volta interessate ad abbassare i costi di gestione e di manutenzione degli impianti di illuminazione. Almeno le società vere, perché, a proposito di sprechi, in Italia ne abbiamo centinaia di queste piccole Iri della luce pubblica, blindate nelle mani delle tribù politiche, e abbiamo anche capito che spesso sprecano solo soldi con le loro clientele.

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